Tramonto di luna

Ah, quel tuo rossore

d’onesto pudore

rossa luna calante;

occhieggi, ruffiana,

all’ardore amante.

Malizia di tenero inganno

cosi’ bella

tornerai tra un anno.

Ma io ti aspetto…

non c’è fretta,

al termine di un contorto andare

per una via che credevo retta.

Quale una Via Lattea.

M’avvicino , tra brezza e brusio,

ad un vespro fatto di niente,

ma male non è per uno stracciato io.

Un mare caro all’orizzonte

mi spruzza memorie di viaggio,

in un vento calmo che non mi dà disagio.

Passa, così, un lento tempo senza attesa

quale una via lattea dove l’anima,

tra le stelle in brillio, è presa.

 

Eccolo il verso…

Eccolo il verso:

un quanto di luce…

lama di noi nell’universo.

Lo scrivo, eccolo il verso,

mentre meteore di scia

mi tracciano la notte via.

Eccolo il verso:

Uno slancio, lungo il crinale

di un orizzonte astrale.

Eccolo il verso:

faglie di luce nel mio antro corporale.

Materia prima,

atomica,

concepita prima del tempo.

Se mi toccassi ora, amica mia,

ne avvertiresti con me l’intima scissione

principio forte per una nuova unione.