Su il canto dell’infanzia

Un mio post di ieri (Il canto dell’infanzia) ha generato una strana corsa a dichiararsi , più o meno assidui ascoltatori dello Zecchino d’oro nell’età infantile, pur avendo io chiarito che il Gesang di Stockausen nulla aveva a che vedere con la mia prima infanzia, ma, come dire, era stato da me postato (come ha intuito luxOr) come doloroso sottofondo di voci infantili ormai estinte. Un commento di Erospea mi ha aiutato tanto in questa direzione, ricollocando l’opera di Stockausen nell’ambito di quel che è: un canto doloroso sull’infanzia macellata ,allora tra lager e forni, oggi sul fondo del nostro Mediterraneo. Ma al di là di tutto ciò avevo, erroneamente dato per scontato che la musica contemporanea avesse ormai consolidato partito nel nostro tempo. Mi sbagliavo. Un errore di supponenza. Ma non mi pento tuttavia; dal momento che numerosi bloggher hanno poi voluto discuterne con me per approfondire. Non avevo (e non ho) certo intenzioni pedagogiche da far vivere in questa rete, ma solo, come sempre ribadisco umilmente, quote di un sapere inquieto ch’io stesso metto sempre in  discussione e questo vorrei fortemente s’avvertisse in chi interviene nel mio blog. Non sono portatore di alcuna sacra verità, ma quando espongo nuda la mia anima vorrei rispetto questo si. Già infingiamo mascheramenti d’ogni tipo tra i nostri blog ma se capita ( e può capitare) una tenera corrispondenza diamole campo con gioia e libertà…In quanto a Stockausen aggiungo solo : non lasciamo il canto dei forni esclusivamente al bellissimo pezzo dell’Equipe84 “Auschwitz” (son morto ch’ero bambino/son morto con altri cento/ passato per un camino/ ed ora sono nel vento)…ma abbandoniamoci anche all’asprezza elettronica del Gesang der Junghelinghe…ascoltiamoli quei fantasmi che liquidi galleggiano tra onde di flussi sonori…la musica non è solo melodia e compostezza armonica…accogliamo inquiete le sonorità aspre del nostro tempo…grazie a chi mi legge. Grazie a tutti voi, cari amici di rete

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23 thoughts on “Su il canto dell’infanzia

  1. Invece io ti devo ringraziare. Mi hai dato modo di accedere ad una cosa assolutamente nuova. Come spesso ci capita, tendiamo a giudicare ciò che non comprendiamo, o meglio che non rientra nei canoni del nostro vissuto, in maniera scettica e con atteggiamento di rifiuto. Devo ammettere che ho riascoltato il pezzo che hai postato in precedenza ed ho iniziato ad apprezzarlo nella sua unicità. Apprezzamento avvalorato dalle spiegazioni che ne hai dato anche oggi…

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  2. …Franz, mon ami, je suis désolé encore une fois…. pardonnez-moi…
    Je ne peux pas comprendre si d’apprécier la musique de Stockausen, est ma limite, mais absolument que je ne voulais pas manquer de respect, croyez-moi …
    une bonne journée, mon poète ..

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