Nude le mie mani

Nude le mie mani

cercano il tuo corpo

e, con tremore,

sfiorano parole

che, tattili,

ti giungano…

Scolpisco in figure

le tue curve,

le tue anse ribelli,

evoco, come un bimbo,

tremori consenzienti,

ma non m’appaga, amore,

il ghirigoro verbale

che pure strazia

di piacere

questo mio corpo

carnale.

43 risposte a "Nude le mie mani"

  1. Ah, ecco cosa intendevi per “entrambi intorno ad amori densi di carnale assenza…” L’ho letta solo adesso e.. che cavolo, ma questa è empatia!
    “Scolpisco in figure/le tue curve,/le tue anse ribelli/evoco, come un bimbo, tremori consenzienti, ” : sono commosso dalla bellezza di queste immagini che fondono ricordi con emozioni, lasciandomi assaporare il tempo come meraviglia.

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    1. Si, empatia avevo appena finito di scriverla che ti ho beccato sul lettore…grazie delle tue parole. Che dire, già questo scambio notturno con te mi fa dire che vale la pena di essere in questa rete dove ci ono questi incroci…parlammo di cenacolo, se ricordi…è cosa antica e noi, come direbbe Pasolini, la rendiamo più moderna dei moderni…amico

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      1. Ah, il mio caro Pasolini. Mi è rimasto conficcato come un chiodo in testa l’incipit de “Il pianto della scavatrice” (Le ceneri di Gramsci): Solo l’amare, solo il conoscere/conta, non l’aver amato,/non l’aver conosciuto….
        Avrei voluto scriverlo io, questo verso. Immenso e semplice.
        Il cenacolo. Il canto dell’infanzia. Ieri sera ho dovuto lavorare di notte e ho letto il post troppo alla svelta. Mi sembra molto interessante e lo rileggerò più volte. Mi scuso per i miei tempi lunghi. Sono una tartaruga.

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  2. Non sai quanto mi trovi d’accordo. Non amo pubblicizzare il mio blog, ma nel 2009 ho scritto un racconto in cui mi immagino una storia avvenuta nel passato dove cito la tartaruga di Achille (“se… Zenone di Elea”). Non voglio essere autoreferenziale, giuro, ma sono colpito da quante cose ci accomunano.
    Non voglio essere pedante ma, stai scrivendo commenti-poesia (“segmentare lo spazio tempo in mille abissi di luce e di oscuro”). Chapeau.

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  3. è una variazione a tuo vecchio scritto in versi sull’arte. forse non ci hai fatto caso, ma a me ha ricordato subito quello in alcuni passaggi, anche se non lo tengo tutto a mente. Vero? rileggiti e mi dirai se non è vero. Qui in wp mi sembra non l’hai inserito…

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