Tristezza in-canto…

Va danzando piccola cosa

per aere e città indecorosa,

spudorata essenza d’un’anima vagante

raggiungi, se puoi, ogni senso distante.

Ed io con te, ahimè, non cammino

resto fermo al mio piccolo destino,

che in pianto e in giogo il capo reclino.

Soffia e innalza piccolo canto

che il fiato è tenue e non mi dà tanto.

Dolòr mi spinge al verseggiàr si’ vago

che di mia bussola è impazzito l’ago.

 

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36 thoughts on “Tristezza in-canto…

    1. sei tutta dentro il mio canto ,Dora, si è la visione che avevo in uno con uno smarrimento doloroso che in questi giorni mi si è fatto più acuto e non solo per i fatti di Parigi…si mi sento come l’ago di una bussola impazzita senza coordinate in un deserto urbano…grazie Dora per la rifrazione lucida e lirica delle mie parole

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  1. “Ed io con te, ahimè, non cammino

    resto fermo al mio piccolo destino,

    che in pianto e in giogo il capo reclino.”

    In questo versi io colgo il tuo “disorientamento” che va ben oltre ciò che stavi leggendo di Ovidio.

    E la tua chiusa me lo fa sentire ancora di più.

    Sento tristezza, ma è in-canto…
    I tuoi titoli, navigator cortese, scavano con leggerezza apparente che è, poi, una tua caratteristica.

    gb:)

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      1. Io ho espresso ciò che ho sentito leggendo i tuoi versi.
        Scrivo solo ciò che mi giunge… che può essere anche qualcosa di differente da quello che l’autore dei versi vuole dire.

        Qui ho colto quello che ti ho scritto sopra.
        Le poesie si sentono… ad iniziare dal titolo.
        Per me è così.

        Tu ora mi scrivi che ho colto.
        Grazie, Franz.

        Io continuerò a dirti ciò che accoglierò in me leggendo i tuoi versi… nel mio modo di farlo.

        Un sorriso
        gb

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    1. “s’io sapessi di più di te capirei meglio…ma va bene cosi”
      Io credo che, poco per volta, tu saprai sentire di me di più.
      Ciò che conta, poi, è sentire più che sapere…
      Faremo questo discorso con calma.

      Sono talmente immediata in ogni “commento” che lascio.
      Sono io, proprio io, sempre.

      Sogni belli, amico mio.
      gb (anche io mi sento un navigator cortese)

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      1. Sai, Franz, per me entrare in una musica e in una poesia che mi “prendono” è un piacere grandissimo.
        Ecco, sto passeggiando ora tra le luci e le ombre del meraviglioso posto che è all’inizio del tuo blog.
        Io, piccola danzante, in mezzo a tanta bellezza.
        Come non sorriderti?
        gb

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  2. “Tristezza in-canto…”
    E già dal titolo questa gelso notturna sente e sente…
    Giunge ai tuoi due versi di chiusa e coglie che non ha, poi, sbagliato di molto nel considerare il tuo titolo come ha fatto.
    Tutto questo con la mia massima umiltà, Franz.
    gb

    E la lievità profonda dei tuoi versi, la loro musicalità piacciono a gelso, sì, molto.

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      1. io Alessia!
        eh ma davvero mi son piaciuti.
        eh a volte la malinconia ci fa unpo’ di compagnia… tu riesci a metterla in poesia e magari ti aiuta. comunque sti momenti pure ci sono e bisogna coccolarli, per farli andar via presto.

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