Napoli

T’ho amato e t’amo brutta troia selvaggia

che d’antica poesia nei tuoi strati sei saggia.

Brulicavi e brulichi d’umano calore e di morte

che nel puzzo di carogna la nascita avesti in sorte*.

T’ho amato e t’amo perché scopi spudorata il mare

(e ti fai gravida delle sue onde impure)

nacquero, così, i germi mortali delle tue cozzeche amare**.

Eppure non mi sei di vergogna,colorata amante mia,

puttana d’amplessi letali**, che al mio giorno desti la via:

e o’ ssaje pecché? Pecché m’e’ mparato a pazzià pa’ via;

nce faje sta’ sempe ca ‘a morte ncuollo,  ma c’e’ signato

co o’ pizzo a riso, accussi’ a chella signora,

rirenne,

a putimme dicere: vaffanculo a quanne vene ll’ora. 

 

*Il mito narra che la città fu fondata perché gli abitanti dei dintorni avvertirono il puzzo del cadavere della Sirena Partenope, morta per inseguire, vanamente Ulisse, verso le nostr coste. Sotto la prima area di fondazione vi insisterebbe, ancora la tomba.

**Le cozze avariate del terribile colera del 1973

*** A Napoli son morti, legati per sempre Virgilio e Leopardi.

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51 thoughts on “Napoli

  1. un bellissimo canto d’amore alla città! questo scommetto che pure stava nella valigia dove dicesti di aver scovato l’altro componimento sulla leggenda di Partenope che editasti qualche giorno fa
    “brutta troia selvaggia” ci sta tutto tenendo conto anche di quanti cavalli di troia ci son stati nella nostra terra. Non so se lo usavi anche in quel senso

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    1. Grazie! Dora! Per la verità il componimento nacque stasera…ovvio che quel materiale cui ti riferisci è sedimento che riemerge in questo canto. Si troia anche in quel senso , che apre le cosce ingenua a chi la invade, anche rischiando la distruzione.

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  2. Non ho mai visto Napoli,ma ne ho udito la bellezza attraverso racconti di chi c’è stato.Una città colorata e solare come la gente che per antonomasia è l’ospitalità personificata.Questa tua cartolina dalle tinte forti e passionali la rende ancor più incantevole e unica,anche se una ammaliante malafemmina 🙂
    bellissima davvero Franz!!!

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  3. A Napoli ci son stata poche volte ( una visita al Museo Nazionale è stata d’obbligo e pure all’Osservatorio astronomico) ) perchè mio marito ne detesta traffico e mancanza di parcheggi.
    Ma quando penso alla capitale dell’ex regno dei Borboni vado ai tanti monili artistici, alla sua gente e perfino al Gambrinus dove, come sai bene, la Serao volle la serata inaugurale di un giornale che sarebbe stato sempre tutt’uno con la città…”il Mattino”.
    Ti confesso che non so quale sfumatura di Napoli mi garba di più..
    Mi piace come l’hai cantata.

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  4. Un canto d’amore a Napoli, “brutta troia selvaggia” “colorata amante mia” “puttana d’amplessi letali” e… madre “che al mio giorno desti la via”

    “e o’ ssaje pecché?”
    Io apprezzo ancora di più l’ultima parte in napoletano.
    Ti lasci andare e parli di getto…

    Mi hai fatto cogliere forte Napoli cruda con sue sfaccettature, le sue contraddizioni, e ciò che lega te a questa città.

    Bellissimo canto il tuo, Franz.
    gb

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      1. si è avvertito profondamente questo legame così forte e, nella parte seconda, l’uso del napoletano lo fa sentire a pelle ancora di più.
        grazie, Franz
        gb
        buona serata 🙂

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