Verde radura

Attraversare nell’aprica frescura

il suolo esteso d’una verde radura

ed ascoltare lo scalpiccio dei tuoi passi

giocherellando al rotolar dei radi sassi.

E vedere, a distanza, il gioco d’ombre

tra i faggi coi  raggi di luce sventolanti.

E respirare allora il tempo esteso e puro

delle inesauribili e lievi età mirabolanti.

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30 thoughts on “Verde radura

    1. con la mente ovunque…e poi è memoria d’una radura erbosa che si stende nel mio caro Altipiano dell’infanzia…ma la sentivo molto onirica oggi questa visione… dire, su tuo invito, mi allontanava di qualche passo da quel “ciglio” di “fuor di metafora”… 🙂

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      1. “fuor di metafora” non mi piacque perché con certe cose eviterei di scherzarci. Per quello di oggi si avvertiva il richiamo ai faggi che ricordavo in altri tuoi scritti luoghi d’infanzia a te cari
        meglio tenere accesi questi, mi sa

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      2. ma sai…se non danzo sul ciglio d’abisso, come faccio a ritrovare l’ombra dei miei faggi?…oggi pure tu ci sei andata dura coi “pugni” lo sai meglio di me che scrivere distanzia il dolore e le brutte sensazioni in una zona di controllo dentro la griglia della poesia che , in fondo sostituisce il fare (etimologicamente) facendolo balenare in visioni che ci aiutano a controllare ogni vertigine e questo lo si comunica anche a coloro che certe e sperienze le provano…e dunque decidi, di fatto di non danzare da solo sul ciglio d’abisso, perché sai che condividendo quella danza qualcuno ti farà compagnia e ti porterà due passi indietro…(come hai teneramente fatto tu con me riportandomi nella mia bella radura… 😉

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      3. l’immagine dei pugni esangui per la stretta è forte e prevale, ma non rimprovero la durezza fa parte del ricordo….si notai il richiamo ai sogni stellari…e , nel commento segnalo l’aspetto tenero…se leggi

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      1. Certo che si avverte. Traspare da ogni rigo questo tuo speciale attaccamento… Un abbraccio caro Franz. Isabella PS anche stavolta una tua parola, ”radura”, mi ha ispirata. Notte, dolce Franz.

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