Notturno

Melodiare in tintinnio d’antico suono

tra le tastiere del mio bianco notturno;

odo fruscii di dita che poi si fan tuono

e poi,e poi, lieve respiro fuor di frastuono.

Qual creatura velata mi sfiora in quest’ora?

Sei tu forse la presenza d’ogni mia assenza?

Mi plachi e m’agiti al tempo che io attendo:

tempo del ritorno o del viaggio altrove,

il tempo che espande il suono di un dove,

il dove di questo notturno dove nudo mi spendo.

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42 thoughts on “Notturno

      1. c’ho azzeccato un commento 😀
        si, comunque, credo sia insita a questo componimento e arriva chiara
        Vado a nanna, mi sa
        anche se non dormo (presi sonnolenza alle 21, quindi ora che vuoi dormire) provo a riposare
        Notte tranquilla, spero, per te

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  1. Quanti contrasti! E’ difficile incontrarne così tanti ed è ancor più difficile conviverci. E’ suono e rumore, è presenza e assenza, è lieve respiro e frastuono, è serenità ed è agitazione… è andare e tornare… forse è “essere” e “non essere”… contrasti come vaghi tormenti in più di un esistenza. Buonanotte amico mio, a domani 🙂

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      1. in effetti ti leggo sempre attentamente, più di una volta…ma poi entrarti nella testa mi è difficile e non sempre ci riesco 🙂 Ti saluto di nuovo.. buonanotte..stavolta scappo davvero, che domattina devo alzarmi all’alba 🙂

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  2. Hai presente quel giochino fesso delle sfere attaccate a un filo messe di seguito alle altre e attaccate tutte a un asse centrale. Lanciavi una pallina all’estremo e iniziavano a cozzare l’una con l’altra spingendosi fino a quella all’estremo opposto, che prendeva la rincorsa e restituiva la botta, innescando il processo di “toccami-Ciccio-mamma-Ciccio-mi-toca” ad libitum (avevo scritto “a tempo indeterminato”, ma di questi tempi pare una bestemmia).
    Ecco questo tuoi bei versi, hanno avuto sulla mia metecatta mente, l’effetto di dondola, vai, cozza e rivieni di quel giochino. Ipnotico.

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  3. È come un navigar senza remi dove l’unica certezza è quella di stare immersi in mezzo al mare; la presenza custodita gelosamente nella memoria; l’assenza uno schiaffio gelido nelle ore notturne ancora più solitarie. Mi placa questo tempo da attendere come in uno stato di inerte rassegnazione ma poi mi accorgo di quanto sia infinitamente interminabile e mi agito. Mi dimeno in una notte in cui l’unica cosa che rimane da fare è liberare il pensiero dal segreto desiderio di rivederti ancora (nudo mi spendo) io mi spoglio e mi dichiaro a te senza remora, senza remi.

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  4. In questo tuo “Notturno” io oscillo, mi perdo e mi ritrovo, mi perdo e mi ritrovo, oscillo.
    Sento intensamente i tuoi stati contrastanti che vanno e vengono, nota musicale e pausa, onda che arriva e onda che fugge.
    “il dove di questo notturno dove nudo mi spendo.”
    Bellissimo verso che mi fa cogliere il pensiero del tuo desiderio di rivelarti nudo, così come sei.
    E, dicendo la tua poesia, vedo la luna apparire e scomparire… La vedo, sì.
    Apprezzo davvero molto questo tuo “Notturno” con la sua musica.
    Complimenti, Franz.
    gb

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      1. spero non ti dispiaccia questa mia abitudine di ricantare ciò che mi è piaciuto di più
        e ogni volta trovo qualcosa di nuovo che mi prende
        ecco la “magia” dei versi, “magia” che si rinnova
        gb

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