Anima oscura

Quanti mondi puoi perlustrare

in ogni sguardo del tuo andare?

Rifrazioni di bellezza

e di tristezza;

ad ogni fremito di ciglia

la tua anima non sbadiglia,

ma sobbalza divertita

a una piega sconosciuta:

curioso d’altri è il mio cuore,

di sapere, sempre, in ardore.

Perché l’anima che è mia cura

m’appare sempre così oscura?

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41 thoughts on “Anima oscura

      1. non te ne chiedo il motivo ma mi intriga assai questo tuo accostamento. L’alchimia (o chimica meglio) necessaria allo sviluppo svolta nel buio più assoluto, richiama ad un viaggio di conoscenza in cui credi d’aver riprodotto una realtà, ma questa stenta ad apparire, o, magari ti svela luci e angoli inattesi…le foto, si diceva una volta, rubano l’anima dell’oggetto raffigurato, ma lo sguardo, la nostra retina cosa trattiene? Riesce a “rubare” una quota dell’altro?

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      2. Solo una briciola…
        Quello che vediamo lo interpretiamo, sebbene non ne siamo consapevili, Framz.
        Secondo me.
        Più che rubare io direi che riusciamo a riconoscerci nell’altro e possiamo addirittura, ma occorrono pazienza e capacità di ascolto, farci consegnare una parte dell’altro.
        Ma occorre un rapporto do fiducia.

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      3. “Più che rubare io direi che riusciamo a riconoscerci nell’altro e possiamo addirittura, ma occorrono pazienza e capacità di ascolto, farci consegnare una parte dell’altro.
        Ma occorre un rapporto do fiducia.”
        Marzia cara, occorre più di un rapporto di fiducia, a mio modestissimo parere.
        La fiducia è la base, ma non basta… (sempre a mio ancora più modesto parere)
        🙂 gb

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  1. Mi son convinta che percepiamo ( o conosciamo se preferisci, se il verbo non ti suona troppo supponente) solo una minima parte dell’altro, soprattutto oggi che si sta in difensiva.
    Prima non era così complicato. Parlo del tempo delle “mie” minigonne e di Baglioni e le magliette aderenti.
    Ma non è forse l’oscurità completa o parziale ad attrarci inesorabilmente?

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  2. Forse dovremmo smettere di cercare di capire le anime, dovremmo osservarle o nel nostro caso leggerci così per come siamo senza spiegazione alcuna, dovremmo guardaci senza introspezione e sorriderci. Ma ci pensi? Bello sarebbe se si potesse fare davvero, guardarci e sorriderci e annuire sul fatto che no, non siamo estranei ma di noi sappiamo molto di più. Ma ci pensi come sarebbe intrigante? Wow sarebbe meraviglioso non conoscersi e conoscersi tantissimo nel medesimo momento.

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  3. mi si è accesa la stessa immagine di Marzia: la camera oscura, o la lanterna magica
    stavo per scrivertelo quando scorrendo i commenti ho visto che non ero l’unica ad aver avuto questa sensazione
    l’oscuro non lo prendo per non vedere, ma per punto di confine della ragione e del ragionevole
    connetterei questo tuo testo ad altri sul cerchio di fuoco, in fondo

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  4. Io, ora, nella notte, leggendoti, immediatamente ho avuto in me l’immagine della camera oscura dove con il buio più buio avveniva il “miracolo” dello sviluppo delle fotografie. Lo chiamo “miracolo” perché da bambina per me era un miracolo.
    La camera oscura è un qualcosa che mi attrae ancora moltissimo…
    Una camera oscura dove immergerci noi uomini e “svilupparci” riuscendo a cogliere la nostra anima come le foto facevano delle “anime” degli oggetti fotografati. Quanto mi affascina tutto questo.
    Ho visto poi che Marzia, Dora e tu, Franz, avete già parlato di camera oscura e allora… ne potremmo discutere a più voci.
    Una lunga e profonda riflessione, sì, che mi piacerebbe moltissimo… a più voci. Bello avere più voci.
    Torno poi con meno stanchezza.
    Buon mercoledì.
    🙂
    Gelsè.

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    1. l’inconoscibilità della nostra anima e delle persone che a vario grado affettivo ci sono più vicino…forse l’aumentare del grado affettivo ci rende meno lucidi nello scandaglio…Non è detto sia un male…ci sottrae alla noia della ripetizione già nota.

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  5. la nostra anima è un po’ come l’angelo custode, ci segue silenziosa e benevola; non ci è dato modo di conoscerla perché siamo ben poca cosa al suo confronto, però godiamo della sua amichevole compagnia e della sua protezione. E’ così che me la immagino e non riesco a pensarla diversamente. E’ un po’ un pensiero leopardiano…”tra questa immensità s’annega il pensier mio…”

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