T’accetto.

Mi inerpico selvaggio sulle tue vette, vita,

nel tuo snocciolarti empia e lieve tra le dita;

Scivolo lungo le valli dei tuoi sorrisi vaghi,

ma con tue chiare sorgenti la sete non appaghi.

mi pauso, la sera, inerte, alle tue soglie

e mi balocco con il vellicare delle tue voglie.

T’accetto vita d’arsura, pur se non si spiega,

ma d’altra via , di tanto in tanto, indicami la piega.

 

 

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19 thoughts on “T’accetto.

  1. Quella piega che non ci fa essere perfetti ma con i difetti…che in realtà sono il tratto d’istintivo della nostra personalità. Quella piega che ci stropiccia la vita per non far prevaricare la noia, quella piega dell’errore…una nuova sfida per una nuova maturità.

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  2. “ti pauso” è interessante come soluzione del verbo e del componimento
    “t’accetto” nel senso dell’accogliere la vita, ma potrebbe anche essere un reciderla nei dolori?

    sono andata sul sito per trovare lo scritto
    ma risulta che ti seguo, tutto regolare

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