Dialogo notturno con la luna.

Algida de fridde t’apparicchie stasera

Luna luna amica janca e menzognera;

-Che mme cunte stanotte?

“O’ silenzio scuro

d’e muntagne senza viento,

‘a povere janca

comme a farina de Sole

ca s’arreposa miranne l’azzurro

e’ nu mare troppo luntano”

-E dimme ancora, Luna calante,

che ne pienze e’ nuje cca’ abbascio

quante ne simme, tuttequante?

“Niente ne penzo, niente me cale

a me mme basta, a notte,

a chiammà o’ mare ca ccu me se ne sale”

-Statte bbona, allora, Luna strafottente,

Nuje ce tenimme e’ guaje nuoste

e de te nun ce ne fotte niente.

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50 thoughts on “Dialogo notturno con la luna.

      1. sta cazza di Luna ce la palleggiamo e la richiamiamo (me compreso) come una proiezione del Pierrot che vive in noi, ma in realtà sta li su indifferente e senza aria a tirar su i mari e poi giù…lasciamola lavorare tranquilla…mica può occuparsi pure dei nostri sospiri? 😀

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  1. 🙂 molto originale questa visione di una Luna poco accondiscendente e quasi ostile. Non siamo abituati a pensarla così.. Di solito la vediamo complice e custode dei nostri pensieri intimi. Mi piace questo tocco frizzante che smuove il torpore dei nostri pensieri in questa notte gelida e silenziosa. Bravissimo 😉

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      1. di certo non sono la commentatrice più attenta..leggo sul tuo blog commenti molto belli e pertinenti, scritti con cura, passione e calzanti sotto ogni punto di vista. Io sono istintiva, non rileggo mai quello che scrivo e …vado a braccio…

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      2. c’è sempre un grosso rischio di scrivere cavolate prendendo abbagli… a volte mi è capitato. E poi …metto errori di battitura in quantità industriale..anche perché forse sarebbe meglio che usassi un paio di occhiali, cosa che invece non faccio mai 🙂 Insomma ho un sacco di difetti e problemi, ma ci convivo bene ..e all’occorrenza me ne servo 🙂 Buonanotte Franz 🙂 ti mando un abbraccio

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  2. Purtroppo perdo durante la lettura molti particolari in quanto non conosco bene il dialetto di Napoli, ma la lettura mi ha riportato alla mente Ciàula (ovviamente anche Leopardi) e scusami se copio incollo l’ultima parte della novella di Pirandello:
    “E Ciàula si mise a piangere, senza saperlo, senza volerlo, dal gran conforto, dalla grande dolcezza che sentiva, nell’averla scoperta, là, mentr’ella saliva pel cielo, la Luna, col suo ampio velo di luce, ignara dei monti, dei piani, delle valli che rischiarava, ignara di lui, che pure per lei non aveva più paura, né si sentiva più stanco, nella notte ora piena del suo stupore”. La tua Luna è strafottente ma molto simile a questa, insomma ignara e menefreghista, eppure bella (per noi?).

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