Nero

Scatta ancora, lucente gazzella del trentasei,

fa’ il tuo sberleffo, ad inchino,

sotto gli occhi e i baffi stupidi dell’imbianchino.

Corri Lewis, corri, figlio del vento,

fendi l’aria con il soffio che hai dentro;

e tu, Alì, figlio di Malcolm e di King

porta, nel loro salotto, i tuoi pugni

e frantumagli …

i preziosi, fragili, falsi vasi Ming.

E a te, lucido gigante Mandela,

accendo, a cero, di libertà perenne candela.

Africa, della nostra specie terra madre,

che al tuo suolo mal di nostalgia ci prende,

mentre, algidi e pallidi, d’oblio copriamo

il tuo caldo, eppur anche nostro, ventre.

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50 thoughts on “Nero

  1. Se le persone di colore avessero avuto le stesse possibilità dei “bianchi” avremmo avuto santi e geni neri…ho amato i personaggi che hai citato, tutti, e, guarda caso, proprio ieri sera ho visto tutta d’un fiato la trilogia di Buffa su Muhammad Alì…un gigante…e non solo sul ring… 🙂

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      1. Stavolta devo porre un dubbio su ciò che dici…sai che dico sempre ciò che penso…a parte l’innovazione storica, a me Obama è parso politicamente un pò troppo in linea con chi l’ha preceduto…che non è che mi sia piaciuto con la sua politica un pò guerrafondaia…

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      2. Capisco ciò che dici e la complessità dei rapporti Pentagono presidenza…comunque ritirò le truppe dal medio oriente e credimi (l’ho vissuto sulla mia pelle una volta negli Stati Uniti) la riforma sanitaria contro il monopolio delle assicurazioni private è stata una svolta epocale, l’affermazione di un diritto. Ovviamente ci sono molti chaoroscuri nella sua presidenza… ma vedrai che orrori ci porterà il “pallido” e falso biondo Trump… per questo dissi…al tempo…

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      3. Non so amico mio…io voglio dare una chance a tutti…sono uno che ha ancora fiducia nel genere umano e spero che questa specie apparsa solo un attimo fa nell’infinita storia dell’Universo non si autodistrugga…andrebbe a finire che i dinosauri sarebbero stati molto più intelligenti di noi e questo è davvero umiliante.. 😉

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  2. Lo studio dei polimorfismi genetici ha dimostrato che le differenze genetiche tra popolazioni umane non sono tali da giustifcare una suddivizione della nostra specie in razze,la differenza la creiamo con le nostre discriminazioni … siamo tutti figli del continente nero per antonomasia e i Grandi sono Grandi indipendentemente dal luogo in cui sono nati…belle le tue parole caro Franz

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  3. MOlto bella questa lirica; consona al periodo storico e memoria alternativa alle “dimenticanze” di potenti e loro lacché.
    Peccato per la “neritudine” di Obama, che considero il presidente più guerrafondaio di quarto secolo e del precedente. Al di là di alcune scelte e decisioni molto apprezzabili, ha spinto fino all’ultimo per un’escalation della guerra “fredda” con la Russia, e non so se il processo sia terminato.
    Buon fine settimana 🙂

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    1. Capisco ciò che dici e la neritudine di Obama non mi fa dimenticare le sue colpe…il mio è un canto che affonda le sue radici nella fratellanza di specie come dagli ultimi versi si evince…Tuttavia stiamo attenti, anche al fascismo di Putin ed Erdogan…il vero pericolo viene da quelle sponde… la guerra non la giustifico mai, ma con Putin siamo tornati all’espansionismo territoriale foriero di disastri…

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  4. Hai riassunto il Black Power senza alcun “colore” politico. Mi piace sempre citare un verso di una canzone di un gruppo per alcuni “africano”:!siamo tutti figli di Annibale. A essere precisi il primo uomo e dell’Africa Nera, veniamo tutti da lì, il colore della pelle dipende solo dalla latitudine in cui abbiamo avuto in sorte di nascere.

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      1. Mai stato da quelle parti e non saprei dirti, ma non metto in dubbio che l’Africa, sahariana o nera, risveglia certi istinti atavici e ci riporta più vicini a quello che realmente siamo: piccoli, indifesi, tuttavia parte della Natura, che tanto ci diamo da fare per stuprare. L’Africa la si dovrebbe studiare di più, parlarne di più: impareremmo molto.

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      2. sbagli…anche quella si rinnova e adopera strumenti tecnologici e scientifici… poi, naturalmente ci sono antropologi e antropologi… discorso complesso…

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      3. Per uomo 2.0 intendevo l’homo social network. Non intendevo dire che l’antropologia è “vecchia” e “antiquata”, ma l’opposto, cioè che l’uomo che si crede “avanzato tecnologicamente” sottovaluta o non prende in considerazione ciò che l’antropologia porta alla luce.

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      4. Quali scuse frà 🙂 Il mezzo si presta a equivoci e il mio italiano vi dà un significativo contributo. In area “potere” l’ignoranza è il bene massimo: più sei ignorante, più sei manipolabile, controllabile, eccetera eccetera. Insomma, già sai.

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