Dialogo della vita e della morte

-Nun c”a faccio, nun c”a faccio

tutta na’ vita ntessuta de ghiaccio,

i’ mo’ me ne more senza n’ardore

l’aggio ‘ntiso:

pe’ mme nun ce sta’ cchiu’ calore.

-Nun te ne può ji’ accussi’, creatura de terra

d’a vita toia nun è fernuta ‘a guerra.

‘A resistenza a stu friddo

nun è  de fiamma calore,

ma la chienezza de nu filo d’ammore.

– Nun ne saccio niente,

nun ne voglio sapè cchiu’ niente.

-Zitto! Nun jastemmà ncoppe o’ bene

ca pe’ sti jastemme patimme lli pene.

-E na vita de pene aggiu patuto,

e mo’ me libero e pozze dicere:

finalmente ” me ne so’ juto!

-E i’ te chiammo li vucelle

dell’aria e de la neve

è nzino a loro ca la vita se beve!

Creature, pigliateve chest’anima antica

dinto o’ vortice e’ vita, facitavella amica!

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44 thoughts on “Dialogo della vita e della morte

      1. Esattamente l’impressione che ho avuto 🙂 Quando una risposta deve essere chiara, apprezzo molto che lo sia. Mi piace sapere se ciò che leggo è di chi lo ha scritto,così se mi piace glielo posso dire :-)))) Grazie Franz!!

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  1. Franz tu mi piaci tanto… ☺ sei fonte d’ispirazione, un grande esempio. Ti ammiro tantissimo!
    Ho riacceso il cellulare per altri 10 min (piccola pausa mentre studio) e volendo farti un altro complimento per la poesia, ho letto il commento “non v’è nulla nel mio blog che non sia parto dalla mia scrittura”… mi fa riflettere molto questa cosa. Grazie!

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  2. un dialogo tra la vita e la morte; una riflessione su ciò che si ha e a cui si rinuncia e ciò che si può ottenere. E’ un po’ il guardarsi dentro e ammettere che si ha ben poco a cui si tiene se si tratta di una vita senza amore. Amaro guardarsi le mani vuote che ormai non tengono nemmeno la speranza… meglio rinunciare a tutto e gettarsi nel gorgo.. ma è pur vero tutto questo?

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    1. la voce che interloquisce con il “morente” lo mette in dubbio…c’è una speranza e sta nelle anime fanciulle che vagano nel vento che “tornano” come fiocchi di neve, da bere come succo di nuova vita… è un po’ il tema della mia operina e se rileggi le vocine nel finale sono chiamate ad assorbire nel flusso di vita il morente..una speranza.

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      1. molto bello. Te l’avevo detto che il dialetto stavolta mi rendeva difficile la lettura . Grazie per avermela spiegata. Mi piace anche che compaia la speranza, che appare in questa forma lieve e positiva.. L’operina me la sono persa 😦 Andrò a vedere indietro. La mia congiuntivite mi ha oscurato parte della scena

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      2. quasi tuti i miei frammenti in dialetto ne fanno parte… grazie bella Ali dell’approfondimento… Sai, parlarne aiuta molto anche me che vi sto lavorando…ovviamente, qui lascio solo le tracce liriche e non la struttura dell’intero lavoro.

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