E quel mare

E quel mare…

quel mare che bagna la montagna di fuoco…

quel mare di assordante silenzio…

quella scia di partenze senza ritorno…

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66 thoughts on “E quel mare

      1. ahahahahahhaah…. ma non avranno sbagliato nome? capisco la resistenza agli austriaci ma leonessa suona da Africa …e qui è proprio l’opposto, non fosse per quelle tante faccine paffute dei bimbi africani che la popolano

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      2. ce lo teniamo il nome…
        la settimana scorsa ne avevo uno in braccio che bello è dire poco !
        appena lo mettevo giù piangeva urlando e quando gli dò la pappa fa versi come un mandingo…ma non sto scherzando…peccato non ci sia il vocale perchè sarebbe da ridere farteli sentire…come dei grugniti insomma; io gli rispondevo con gli stessi grugniti … ahahahahah

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      1. Io alla grande come sempre. Sto in treno e sto tornando a casa. Domani sera ho le Muse.
        Sai Franz, ho la sensazione che qualcuno mi spali merda sul blog anche se non direttamente. Non sei tu per carità ma avverto aria infausta. Non so perché….

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      2. Io sono appena esperto giusto per entrare e commentare…altro non saprei fare e poi…non è il mio stile…quando, affettuosamente ho voluto dirti qualcosa che non mi andava, l’ho fatto sempre diretto e sincero. Lo sai… comunque è capitato anche a me…ignorali… una volta individuati ho cancellato i follower autori dello stalking… ciao

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  1. Mi infonde una sensazione di nostalgia. Immigrati, amanti che si lasciano, oppure fatalità (es. Titanic). La folla che sulla banchina saluta i passeggeri. Una visione di tempi passati (ma anche presenti per chi cerca una vita migliore). E il caro adorato mare può diventare una bara (di freschezza) – scusami per aver citato Ungaretti. Poesia intensa.

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  2. Molto bella, fra le righe blu leggo profondità.
    Sto iniziando a seguirti però porta pazienza dovrò leggere con attenzione e ci vorrà tempo… quando seguo un blog vado anche indietro nel tempo, non mi piace leggere solo gli ultimi post. Ciao.

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  3. E’ un mare d’inverno, silenzioso e quasi ostile… freddo e cupo. E’ un’altra visione del mare, quella che dai stasera e a me piace moltissimo perché mi costringe e riflettere…a pensare cosa vedono i tuoi occhi mentre scrivi queste parole..a cercare di leggere i tuoi pensieri che bene o male restano celati a noi che siamo qua, davanti ad un asettico monitor a leggere fonemi…uno schermo incapace di mostrarci quel mare nel momento stesso in cui tu lo hai captato… Tutto questo …sì, mi costringe a pensare e devo dire che è molto bello farlo così, tra me e me.

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      1. è l’unica cosa che arriva, ma non ci è dato sapere quale sia l’obiettivo di coloro che partono… dove vanno? A me viene in mente Ischia, ma so che non è così. E poi ..quei silenzi… perché così tanto silenzio se c’è il mare? Le risposte sono nei tuoi pensieri ma a me piace che restino celate altrimenti la poesia perderà fascino

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    1. Anche in questo tuo blog, Franz, tante “correnti” di incontrano e si ampliano vicendevolmente…
      Apprezzo decisamente il titolo di questa tua poesia che dice tanto già prima di leggere i versi

      Grazie.
      Gelsè

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