Solchi d’assenza

Nella solitudine cerchiata dei miei occhi

vivono i solchi d’assenza dei tuoi tocchi;

lo sguardo, nei sentieri degli orrori, è sperso

come vilipeso dal cupo orizzonte non più terso.

A chè questa dannata scrittura:

pe’ fa’ l’anema de chiummo  men dura?

Rimbalza, eco cupa, sulle tue ossa di diamante,

non più disposte al povero verbo dell’amante.

 

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50 thoughts on “Solchi d’assenza

  1. Sento il dolore della perdita troppo forte per essere medicato, i ricordi che non colmano il vuoto, il suono della bellezza, dello splendore che non vibra ma sfuma. Sento anche (adesso rischio, scusami, di diventare egocentrico) il dolore della presenza, che poteva essere altra e non lo è stata, lo cucio alla tua poesia e mi sento sgonfiare il cuore.

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