M’accarezzo

M’accarezzo di vento,

sereno, mite e a stento:

m’avvedo dell’ondeggiare

a me caro

e sento il fastidio andare.

Lenire, così, di silenzio lo sguardo

mentre, nel meriggio m’attardo;

di silenzio si può morire

nel silenzio ci si può sopire

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13 risposte a "M’accarezzo"

  1. la trovo solo apparentemente “tranquilla” (ora non mi viene un altro termine) .. quel “m’accarezzo di vento, sereno…” all’inizio, trasmette il senso di pacatezza e benessere, ma la seconda parte della poesia catapulta velocemente nel baratro dell’inedia e dei silenzi, ..di quelli che stordiscono e annientano la mente.. Ecco come la leggo. Buonanotte mio caro Franz

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  2. Mi ricorda le mie camminate mattutine (adesso abito vicino al luogo di lavoro e non prendo più l’autobus, passo dentro un parco con un albereta, colline, un fiumicello). Percorro il primo tratto (parco) avvolto nel silenzio, accompagnato solo dal vento: sicuramente gradevole: i pensieri scorrono, appaiono le immagini, i ricordi, i progetti, ma anche, a volte, pensieri tristi per non dire di peggio. A volte mi addormento mentre cammino cullato dalle soffici sonorità di questi silenzi. Stamperò questa poesia e la terrò con me durante il cammino.

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