Facciamo che io ero… (come i bambini)

Giocate con la luna a rimpiattino

nel brivido,

nuovo, di far ad essa un inchino;

su su, nel cielo, ad alzare maree

così, per gioco, nel sudore d’ansia

di un dire:

di un dire che non è appiattire,

ma viaggiare per anse ignote

dentro il sonoro di sussurri e note.

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60 thoughts on “Facciamo che io ero… (come i bambini)

    1. Si…è una meravigliosa chance da tenere cara… e poi erano li’ i miei virgulti d’arte che sto coltivando… a proporre in lirica concentrazione il loro “Facciamo che io ero…” 😉

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  1. Che bel menù questa sera, caro Fanz:
    Armonia di versi in suoni nuovi… su un letto di stelle…
    Luna ispiratrice di poeti, amanti e sognatori…
    Sospiri di brezze e di maree che agitano i cuori…
    Ciao poeta, iago.

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      1. Visto che ti può combinare una maschera di pietra se a disegnarne le linee si mette un Picasso? Del resto c’è in quella maschera d’uccello un richiamo al primitivismo…all’innocente infanzia della specie…

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  2. I bambini sono raggi di felicità.
    Turbini di stelle cadenti
    ninfee bianche e splendenti
    che si riflettono nelle anime per
    smuovere l’anima del vento. Con la loro fantasia
    catturano la lunghezza delle onde e
    afferrano il bagliore della luce.
    Bellissima. Saluti. Rosa

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