Oltre la zona d’attesa

Mi balocco con te

solitudine di vaghezza,

fidando strenuo

sul mio istinto di leggerezza.

Se io piango o rido

la vita non smette

di pungere con asprezza;

e nel respiro a fondo dico:

mi immergo

oltre la zona d’attesa

e vivo ignaro

del nascondiglio o del sentiero

che la mia anima sceglie

per qualsivoglia intrapresa.

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30 thoughts on “Oltre la zona d’attesa

    1. quando si muove fuori della nostra consapevolezza penso di si… come l’ombra di Andersen… se il corpo che la trattiene si fa gabbia, l’ombra/anima sceglie e sta a te inseguirla e lasciarti andare dietro il suo inconoscibile vagare…

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      1. Il corpo, però, non fa gabbia, la accudisce e la consola…è il mondo che costruisce gabbie chiuse, catenacci indistruttibili…mi stanco a passeggiare nel vagare e girovagare della mia mente, allora questa svogliatezza mi ha ingabbiata? Ho perso lo stimolo dell’immaginazione! La routine mi fa da gabbia.

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      2. e pensaci…non è la tua ombra/anima a tentarti per la fuga da questa routine? mentre il corpo accetta supino la svogliatezza…lei, inquieta ti spinge a cercare per “sentieri sconosciuti e nascondigli” 😉

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  1. Quel gioco confida
    nell’istinto.
    Nell’invece
    di chi vede oltre le nubi
    il fortore della vita
    e il lento fiume…
    marea delle nostre derive…
    E quando la noia
    si fa tristezza…
    la mia anima
    reclama
    d’abbracciar
    l’ultima onda.

    Ciao Poeta, iago.

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  2. Forse non è degno
    d’essere poeta…
    chi nello specchio
    d’altri versi si riflette…
    La mia è malinconica
    latenza…
    d’attimi visione.
    Improvvisi e inaspettati
    al suon della Tua Musa…
    E io,
    mio caro e sconosciuto
    Amico,
    solo ringraziarti posso
    per il dono di quei raggi
    che nascondi…
    al tramontar del sole,
    verso la stessa meta…
    verso gli altri mondi…
    dove non c’è dolore…
    dove anche le lacrime
    sanno d’allegria
    e c’è solo silenzio…
    silenzio e pace…

    Ciao Poeta, iago.

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  3. L’anima sceglie, sì. Bisogna lasciarla e seguirla… sentire. E’ lei che scrive le mie poesie, che sposta il mio corpo nel mondo. Purtroppo il corpo a volte la disturba, la frena e lei si volta per cercarmi ed io sono sempre indietro. Riuscirò a raggiungerla lungo il sentiero?

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