Eleutheria

Libera dal mio peso

ogni tuo passo,

l’ombra assente

che, per gran tempo,

ti ha sbarrato il passo

ti dice:”va!”

e non è spirito gradasso.

Umile senso di legame stolto

c’ogni energia m’ha tolto:

resta, non nobile, ma umana

del mio cuore

la sottile membrana:

vibra alle soglie

dell’ultimo tuo mutamento,

fibrilla triste,

ma vuole il tuo cuore

libero e contento.

 

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26 thoughts on “Eleutheria

    1. certo molto difficile…roba da lavacro di sangue a provarci…. Mi vien quasi da ridere, scusa…non per quello che dici, ma per l’astrazione vacua rispetto alla tessitura forte del mio dolore… ma forse non si immagina cosa significa vivere accanto alla follia… altro che forza! neanche Atlante avrebbe la mia amica mia

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  1. Se riconosci essere stato un legame che ti ha tolto ogni energia credo che il reciderlo andrebbe vissuto come una liberazione anche se capisco la difficoltà. Non dovrebbe essere un lasciar liberi di andare augurando altra felicità ,ma un sentirsi liberi di non restare dentro un rapporto che non ha più nulla da dare , nè parole da spendere . L’amore sceglie , non impone nè concede . Io la penso così. Serena notte, franz

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    1. Parole sagge… ma sai i vortici della poesia sono percorsi sghembi e non saggi…strappi d’eros e sentimento, estensioni oltre il privato…altrimenti ogni canto diverrebbe misero… Serena notte a te Anna e grazie del commento.

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  2. Sai che io di poesia poco mi intendo. Credo, tuttavia, che solo alcuni “amori” riescano a generare quel sentimento del “tragico” che è di stimolo all’arte. I poeti (gli scrittori anche di prosa) indulgono in quel sentimento che è nel contempo pane (per la loro produzione) e tormento per il cuore, tormento che alimentano costantemente. E’ chiaro che si arriva a un punto in cui bisogna mettere uno stop, perchè siamo umani e fragili e non reggiamo al troppo dolore. Succede così che si scrivano meno poesie (o altro) in certi momenti e si viva con un respiro più ampio. E, paradossalmente, talvolta si rimpiange anche tutto quel dolore che ci ha fatto “scrivere” la vita.

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  3. Quando ogni ansa
    del ricordo sarà peso
    liberati…
    della mia zavorra
    e vola via…
    dal mistero del mutare
    che permane…
    Fuggi da mere apparenze
    e trova la misura…
    C’è una lacrima nel cuore…
    una stilla che non esce…
    ma smania di vedere
    il tuo contento…
    vestirsi di luce…
    mentre il dolor
    farò compagno.

    Ciao Poeta, iago.

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  4. Ne sono affascinato. Questa sottile membrana che vibra alle soglie dell’ultimo tuo mutamento, sento l’ansia inondare il cuore un attimo prima del dramma piccolo o grande che sia e prevedo pochi millesimi di secondo prima quanto ne sarà scossa l’anima, Erano molti giorni che non leggevo niente da te e ne sentivo il bisogno. Un caro saluto

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