Quando s’annega nel dolore

Non si può guardare negli occhi la follia:

ti strizza il cuore,

no, non ne scovi l’origine che è pur dolore.

Ti impatta, tu inane, e ti stritola selvaggia.

Come per l’annegante nel mare in turbine

tu mulini parole e braccia

ma non fai che accelerare il vortice

che ti attrae, inesorabile, nell’abisso.

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28 thoughts on “Quando s’annega nel dolore

  1. a volte, troppo complesse le intersezioni umane anche per chi le vive nella propria pelle, tanto che ogni tentativo di spiegare fallisce, così come ogni tentativo di recuperare una logica passando per le affettività.

    Notte, Franz

    la poesia non aiuta, forse, ma non è inutile per noi stessi scriverla.

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  2. Cavalco il mio dolore
    e ricerco l’aporia futura
    oltre le tensioni del presente.
    Occorre un’occasione
    diversa dal topoi…
    troverò la giusta distanza
    e terrò testa al mio patire,
    ma non ora…

    Ciao Poeta, oggi va meglio…

    Liked by 1 persona

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