Basta chiudere gli occhi…2

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E dell’eterno ritorno sono testimone io che vi scrivo tra i cunicoli del tempo, dannato al falso di un divenire che è menzogna…ora lo so, ora che ho imparato a navigare oltre il tempo, ora che so che non v’è scansione di un prima e di un poi, ma un andare che è un ritornare… basta chiudere gli occhi.

Guardo le facce bianche nella metro, fantasmi stanchi, mesti, spenti…dovrei tornare a casa…ho tra le mani Il vagabondo delle stelle, è un buon momento per riaprirlo: da Chiaiano allo snodo di Cavour sono otto fermate… Otto fermate… Basta chiudere gli occhi…

PARIGI

Oltre il tunnel, rombo sordo, rollio…oltre il tunnel… c’ un caldo sole oltre il vomitoio della vecchia metro, me lo godo mentre mi immergo nel verde lussuoso del Jardin de Luxembourg. Mi godo la solitudine del pomeriggio parigino, lento, dormiente…ho sedici anni, il mondo è mio… cerco la panchina di marmo a un cento metri dalla grande fontana circolare, quella che Ehremburg descrive in Gianna, mi dà una piccola eccitazione rincorrere i luoghi di un romanzo che leggo e farlo, li’, nel cuore di Parigi, mi fa sentire compiuto… mi seggo, leggo… Gli occhi fondi e chiari di natura selvaggia…li vedo…scuri capelli lunghi…fluenti… Come un risveglio inatteso gli storni del Luxembourg esplodono in trilli all’unisono: devono aver deciso di frantumare l’assordante silenzio, alzandosi in volo a formare scure nuvole viventi…

4 risposte a "Basta chiudere gli occhi…2"

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