Basta chiudere gli occhi 13

Naufraghi, noi,

da questa sponda,

li e mi chiamerò

per nome.

Per un’auto/messinscena/biografia.

Noi.

Fantasmi irraggiungibili

della memoria

apparsi

sul finire degli anni ’60

fanciulladulti estremi

borghesi figli

del dolore altrui,

necessitati

dalle gioie apparenti

ad inventarci il nostro…

Mentre scrivo questi versi, non un canto per memoria, ma un esame d’anima ferita, vago…e m’attardo nell’imbrunire del mare…c’è un ché d’antico, di immutabile anche nell’odore dell’aria…m’attrae il silenzio dell’immensa area pedonale…sparute presenze…guardo ad oriente…sotto il vulcano…case..vite…e, tra il beccheggio delle barche, lontananze…e i gabbiani volano in tondo e pescano a picco…chiudo gli occhi…salsedine, mare calmo…

Arcachòn

Selvagge le onde immense succhiano la battigia…brivido planetario: è la prima volta che vedo l’Atlantico…era stata fatica cara il campo di lavoro lì nella Gironde, tra Bordeaux e dintorni…siamo scesi giù da Parigi dal maggio caldo di Saint Germain de pret al luglio furente delle onde di Arcachòn…sorrido nel coro a bocca chiusa dell’Internazionale regalato all’oceano e ai suoi sbuffi violenti ed il volto acceso di Marianne …elle chante ed io schitarro…bagliori… oltre le barricate e le durezze di De Gaulle…ora cantiamo al mare la nostra pace…

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10 risposte a "Basta chiudere gli occhi 13"

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