Rami secchi.

Hai un ciuffo scuro e abbrunito, albero antico

siccome bruciato dal tempo e da lieve incuria,

eppure ondeggi maestoso di verde in ogni altro dove.

Chissà quale arteria di dolore ti tranciò quella linfa

che non nutre quei rami che duri resistono.

Sarà, forse, che vuoi serbare al Sole una qualche memoria,

rami secchi segno indelebile d’altra gloria…

Chissà se al mio corpo persistono frammenti a ciò simigliante

rami gialli di un autunno che non fiorisce,

appendici cascanti prive , ormai, di un abbraccio amante.

33 risposte a "Rami secchi."

  1. Una robusta potatura può essere rinvigorente, però mi dicono che deve essere fatta prima della primavera, non so se in imminenza d’autunno funzioni. Non sono botanico, comunque… poi di questi tempi non essere esperto di qualcosa è un titolo di merito, pare, per dare giudizi. Non sono un medico, dunque dico la mia sui vaccini, non sono ingegnere, sproloquio di ponti! Ma sto divagando, mi sa che l’appendice che mi sta cascando è il cervello… anche a te, Franz? (p.s. quel ciuffo iniziale mi ha fatto pensare ad altri ciuffi e mi sono distratto)

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