Voglia bambina.

Io lo so che è la musica che ci porta lontano

siano le note estese di un canto arcano

o un’arpeggiare di corde vibranti tra le dita

sentiero sonoro di un viaggio in via smarrita.

Io lo so che lo strumento a fiato

dona al diaframma di chi è nato

il mantice magico del lamento d’amplesso

le labbra calde spingono dal ventre e dal plesso.

Io lo so che chi suona ha voglia d’amore

voglia bambina di condividere il suo stupore.

Io lo so che chi ascolta ha voglia d’amore

voglia bambina di percepire con ardore.

70 risposte a "Voglia bambina."

  1. Eh…la musica…dove c’è musica il cuore batte, senza musica che esistenza sarebbe? Sarebbe forse vivere senza? E’ sempre una questione di cuore, e la musica ne rappresenta quasi il canto disperato, lo struggente grido nel silenzio del Tempo…
    Bellissima poesia Franz, e vera…

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      1. Senza musica non riuscirei a vivere, probabilmente neanche esisterei…mi scorre nelle vene come acqua e sangue, mi accompagna da una vita e mi soccorre in ogni istante

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  2. Dovremmo stupirci come i bambini ma sviluppando i pensieri dei grandi. Lo stupore porta alla curiosità e all’arte. La musica è la forma di arte più diretta, secondo me. Arriva subito al cuore. È la traduzione diretta della nostra anima.

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      1. I grandi sono le persone che hanno attraversato l’esperienza. I bambini non conoscono il mondo. Credo sia doveroso crescere e responsabilizzarsi, ma senza togliere la radice fanciullesca della nostra vita

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      2. Non ha senso quello che dici… Non ti seguo. L’anima è eterna. Noi siamo anima del nostro corpo. Il talento e l’arte non dipende dall’età ma dalla purezza dell’anima e dalla sua natura. L’arte è unita al talento che nasce e si sviluppa… Si può essere artisti a tutte le età

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      3. mi spiace, ma non hai inteso il paradosso… rammenta Pinocchio e la “morte” del corpo che cresce… rivediti Fanny e Alexander di Bergman ed entrerai nel cerchio immaginifico di quel che dico…il bambino e, forse, il vecchio estremo sono in prossimità della soglia d’accesso e di uscita e dunque a ridosso della percezione dei mondi che è fondamento dell’arte…il resto è prostituzione e mimesi , parodia di un pallido ricordo dello stato di grazia…

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      4. Ogni artista è la puttana della sua propria anima, sia da giovane che da vecchio. Il bambino e il vecchio possono essere metafore ma se tu non costruisci e maturi il tuo talento ci fai ben poco con l’arte. Una cattedrale non la costruisci a 15 anni. L’arte è dolore trasformato in estasi, è studio trasformato in amore, l’arte è dedizione e visione, insomma una cosa complessa che non costruisci in due minuti. Bisogna indagare dentro i propri sentimenti e farla uscire. La vita artistica è ben diversa da Fanny e Alexander, che è ben lontano dal concetto che avevi espresso tu all’inizio. I vecchi tendono sempre a ricostruire la propria memoria, i bambini inventano un mondo nuovo, i ragazzi e gli uomini hanno la fortuna di possedere tutte e due le cose. Credo che sia un grande vantaggio… poi ognuno la pensa come vuole

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      5. le cattedrali le costruiscono i carpentieri nelle fabbriche centenarie…ma le sognano le menti fanciulle di architetti visionari… il resto è studio, macerazione , certo ma la visione sta solo sulla soglia…. poi certo ognuno la pensa come gli pare

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      6. “Menti fanciulle”… Hai preso una direzione troppo personale e fuorviante per continuare questa conversazione :)) Non so davvero di cosa tu stia parlando e del perché ti ostini a dire che la visione sta solo sulla soglia… quale soglia? Non certo quella del tempo (che non ha nulla a che fare con l’arte). La soglia è il superamento dell’io, il giungere al sé astratto. Il tuo concetto, preso per come lo hai scritto, mette in discussione il 90% dell’arte nel mondo. Non trovo un accordo su questo. Non lo trovo proprio sensato. A meno che uno non nasca bambino prodigio, il resto necessita di esperienza e sviluppo della propria creatività. Mica Caravaggio pitturava a 10 anni. Ha studiato per diventare quello che è diventato. Così come quasi tutti gli artisti. Non puoi improvvisare. Devi maturare e imparare a vivere

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      7. siamo distanti mille anni luce faresti bene a leggerti “Tristi tropici” di Levi Strauss…la tua è una visione antropocentrica dell’arte, da homo sapiens sapiens e, per giunta intriso di cultura urbana occidentale, piena di orgoglio per l’arte come cosa “compiuta” l’arte è l’intuizione, per giunta sottratta al mercato. Lo sapeva bene Van Gogh e con lui Artaud e i suoi indiani Tarahumara…. secondo il tuo “orgoglio “occidentale gli indios non sarebbero artisti o anche gli aborigeni australiani e via continuando….Caravaggio? Se non fosse stato ossessionato fin d bambino dal contrasto Buio/luce non avrebbe mai concepito i suoi capolavori… Poi cosa ci posso fare se non ti è chiaro il concetto di “Soglia”? Leggiti i grandi antropologi a cominciare da Turner “antropologia della performance” e capirai cosa si intende per “Limen” o soglia… e i surrealisti dove li mettiamo? e Dadà e il concetto di scrittura automatica…scusa lo sproloquio ma mi hai fatto proprio incazzare… 😀 tu confondi l’opera “compiuta” con l’arte… l’arte è in natura (albe , tramonti, mare….colori ecc) se non nutri il bambino che li percepisce …per quanto studi e t’affatichi non arrivi a un cazzo di niente

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      8. Infatti Tristi tropici racchiude proprio quello che ti ho scritto io nel primo commento, che guarda caso, non hai capito. Seconda cosa non c’è bisogno di incazzarsi visto che stiamo solo parlando. Terza cosa non possiedo orgoglio artistico né tantomeno occidentale, visto che io scrivo per sfogo e non certo per creare arte o altro. A me di quello che pensano gli altri non me ne importa nada, né di catalogare quello che faccio io. E poi sono per metà brasiliano, quindi ho ereditato una parte di me molto astratta, che mi aiuta ad essere più libero, se così si può dire, perché il lavoro più grande lo devono fare quelli che cercano di capire l’arte e la vita, io mi limito a sentirla e andare avanti. Quindi non capisco perché tu abbia scritto certe cose. Tutto quello che dici te l’ho scritto nei primi commenti. Hai riscritto praticamente il mio concetto. Lo stupore di un bambino e le idee di un adulto. Prima di rivolgerti in questa maniera agli altri potresti anche calmarti e rileggere quello che ti avevo scritto. Poi te puoi continuare a dire quello che vuoi, ma stai ricalcando il mio concetto iniziale. Paro paro.

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      9. Tu tendi a mettermi in bocca cose che non ho mai scritti. Non mi sono “offeso” ma sorpreso. Non mi è piaciuto il modo con cui ti sei espresso nei miei confronti ma non importa. Se fa parte del tuo carattere okey, però c’è modo e modo di dire le cose

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      10. Comunque rileggendo anche questo commento sai che da te una roba così non me l’aspettavo? A me vieni a dire che la mia è una visione antropocentrica dell’arte? A me dici che sono intriso di cultura urbana occidentale piena di orgoglio per l’arte come cosa “compiuta”… Ma come te ne esci? Cazzo, ce ne vuole per scrivere queste cazzate. Lasciamo perdere, va. Basta leggere quello che scrivo per capire quanto io sia invece distaccato da questa tua “visione”. Detto questo, ho finito. Penso di aver chiarito abbastanza.

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      11. troppo complesso…il discorso per affidarlo a rapidi commenti…rob da seminari secolari… mettiamoci il punto…. non son io che ho parlato di cattedrali e di rte come opera “adulta” e “compiuta”…. ciao Mattei

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      12. Non ho mai scritto che l’arte sia un’opera adulta e compiuta. Dove hai letto questa cosa? Ho scritto che lo stupore che ha un ragazzino può generare interesse e propensione a qualcosa che, con il tempo, potrebbe sbocciare in talento e quest’ultimo, se coltivato, potrebbe sfociare in arte. Ma per permettere alla propria creatività di svilupparsi e trovare spunto, bisogna crescere. È un dato di fatto. Mi sembra una cosa così semplice. Tu hai tirato fuori libri, artisti, antropologi. Io te l’ho detto in due righe senza troppi ghirigori. Questo è quello che intendevo dire. Se poi te non la pensi così è una tua opinione. Discussione chiusa, se vuoi. Sempre pronto al confronto. Ciao Franz

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      13. P.S. Il nostro amato Jim Morrison non avrebbe scritto i capolavori che amiamo se non avesse attraversato da BAMBINO il deserto dei territori dei nativi americani…

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      14. Jim morrison era strafatto. Sai quanti bambini hanno attraversato i deserti? Ed è una metafora. C’è chi ha la fortuna di non scalfire quello stupore di cui ti parlavo, e chi invece lo perde nel tempo. Dipende sempre dall’adulto trasformare la propria anima in talento e in arte, e non dal bambino. Il bambino ha l’istinto, è la radice, ricordi? Poi l’albero cresce, non può rimanere bambino ma la radice se è sana darà buoni frutti. Più chiaro di così non so come altro dirtelo. Tu parli di una contaminazione. È una cosa normalissima. Nessuno è puro

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      15. è chiaro che non i siamo capiti…comunque io mi tengo la potenza del virgulto nascente…tienti pure l’albero maturo e i suoi frutti…comunque ricorda che la svolta delle “Avanguardie storiche” è avvenuta intorno al primitivismo all riscoperta dello sguardo “ingenuo” dell’infanzia della specie…uno sgaurdo “sacro…. alla rincorsa dell’aura perduta di cui parla Benjamin…punto e chiudo

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      16. I rami del virgulto sono molto fragili. Non scrivermi ancora queste cose. Tu quindi non fai arte, giusto? Non sei che un adulto. La tua arte è falsa, perciò. Non è pura, incontaminata. Scrivi cose incompiute, giusto? Dai, Franz. Esprimiti in maniera semplice senza troppi esempi. Non parlare di Benjamin, dell’aura e di queste cazzate. Sei pieno di feticci mentali. Sei più complesso e contaminato di me e mi vieni a fare la predica. Io seguo quello che sento. Se poi non vuoi capirlo, non importa. Benjamin fa solo delle diagnosi sui cambiamenti dell’arte ecc. Nemmeno rispondo a sta roba, dai. L’arte è cambiata, e allora? Tutto cambia. Nulla rimane uguale. Ogni cosa tende a distruggersi, anche l’arte.

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      17. La zona del concepimento… quindi solo da bambino uno può fare arte… Dai, Franz. Ma che scrivi? Tutti si ispirano a qualcosa. Se poi a te non sta bene, pazienza. È un tuo punto di vista. Io adoro la contaminazione. È evoluzione. A volte porta al nulla, a volte crea grandi cose. Abbiamo solo due punti di vista diversi. Un giorno magari ne parleremo. Ciao

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      18. mi dispiace ma non riesco a spiegarmi…l zona del concepimento è quella che precede l’opera…di chiunque (adulto vecchio adolescente ecc…) è l’aurora della visione…l’archetipo dell’atto cretivo…. e l’artista di qualsivoglia età se è artista, la vive con la purezza del sogno infantile…. e poi “combatte” con le retoriche e le tecnica per tener viv questa cosa nell’opera…
        chiuso discorso…. sei irriguardoso a dire “ma che scrivi?” ma sai sei appunto un po’ supponente …visto che su questi temi ho diretto seminari internazionali…e mi secca pure dirtelo… ne parleremo quando ti aprirai a voler intendere meglio …ho sbagliato io a parlartene…ciao

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      19. Mi vieni a dire irriguardoso dopo tutto quello che mi hai scritto? Bah. Ci vuole coraggio :)) Comunque Franz, il problema è che io con due righe ti ho espresso il mio concetto già dal primo commento, a parole mie. Tu con 300 giri di parole e mille metafore non sei riuscito a spiegarti bene. Mi hai messo di tutto. Sei partito con Strauss, e i suoi viaggi e l’antropologia fino ad arrivare a Benjamin e l’aura ecc ma stringendo non hai mai concluso il concetto. A Roma si dice “parla come magni”. ( E poi non tutti conoscono quei libri, quindi farmi esempi del genere significa davvero voler mettere in difficoltà chi cerca di parlare con te.) Detto questo, ti ripeto: stai dicendo quello che ti ho scritto io nei primi commenti. Vivere e concepire le cose con la purezza incontaminata di un bambino e poi svilupparle, anche nel tempo, con la maturità della propria arte e del proprio talento, cercando di mantenerla più autentica possibile. Non credi sia la stessa cosa? Non ho forse scritto questo seppure in maniera più semplificata? Tu mi hai fatto 500 esempi, magari mi hai mandato fuori strada… non credo di essere un’idiota o di parlare in esperanto… L’importante è che ci siamo capiti. (Spero). Buona serata

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      20. Con questa storia che sta andando tanto di moda del “parla come mangi” si sta appiattendo talmente tanto il sapere e la conoscenza, nonché il linguaggio e l’apertura mentale, da rasentare davvero l’ignoranza…perché uno dovrebbe essere costretto a parlare terra-terra se ha da esprimere molto di più di un semplice concetto? E i riferimenti alla cultura e ai libri perché dovrebbero risultare ostici se la mente è aperta e la voglia di apprendere attiva? Perché scagliarsi contro chi cerca di elevare la coscienza attraverso la propria conoscenza e il proprio sapere? Questi ragionamenti denotano ulteriormente l’appiattimento della cultura e del sapere che è diventato talmente “basso” da non riuscire più ad elevare alcunché. Io ammiro chi tenta una via differente dal solito “Parla come mangi”, chi si fa portavoce di un sapere che va al di là di ogni buio quotidiano.

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      21. Quindi mi stai dicendo che io ho la mente chiusa e non disposta a conoscere e a capire le cose… Vabene. Apparte questo, (sorvolo) io ho semplicemente detto che potrebbe essere fuorviante tirar fuori mille libri piuttosto che arrivare al punto con un semplice esempio, e Franz mi conosce un po’ e non credo mi reputi un ignorante, altrimenti non avrebbe tirato fuori certi discorsi… (ma forse mi ha sopravvalutato). Io gli ho semplicemente fatto presente che volevo capire il suo concetto in maniera più chiara, senza troppi giri di parole. Se poi nel discorso ci sono esempi e spunti per imparare cose nuove e farsi un’idea ben venga, tant’e’ che alcune cose me le sono andate a leggere per comprenderlo meglio ma prima di questo è necessario chiudere il concetto altrimenti si rantola nel buio. È sbagliato come discorso? Hai scritto un commento superficiale, secondo me. Ho risposto a Franz, cercando di discutere con lui, perché spinto dalla curiosità delle sue risposte, ma non riuscendole a capire perché non troppo “dirette”, ho dovuto per forza fermarlo e dirgli di farsi capire. Se non l’hai capito, pazienza. Poi mi hai scritto “scagliarsi contro”… non mi sembra di essermi scagliato contro nessuno. Stavamo discutendo.

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      22. Una mente che è aperta alla conoscenza e che non giudica non fa riferimenti al “parlare come si mangia” e questo te lo dico perché ultimamente mi sta capitando di trovarmi davanti a persone che vogliono necessariamente discorsi senza riferimenti a nulla perché altrimenti non li riescono a comprendere, e quindi da qui il dire di parlare come si mangia. Quando io non capisco qualcosa o qualche riferimento letterario mi sfugge resto in silenzio, ascolto, e poi mi informo su ciò che non conosco. esprimere un concetto significa anche allargare la conoscenza dell’altro, confrontandosi con ciò che non si conosce. Dal mio punto di vista dire che bisogna parlare come si mangia è atto irrispettoso nei confronti dell’interlocutore che cerca di spiegarsi e di allargare il comprendonio. Tuttavia vedo che il tuo modo di porti è un modo di porti abbastanza distante da quello che è il mio concetto di confronto. Io sono persona aperta al dibattito e al dialogo, rispetto sempre ogni punto di vista ma non mi piace quando qualcuno non è rispettoso del sapere altrui, soprattutto con frasi del tipo “parla come mangi”. Inoltre io non ho detto che sei ignorante (che poi ignorante è chi non conosce qualcosa, chi ignora qualcosa) ma che è ignorante il ragionamento che bisogna necessariamente appiattire il discorso senza riferimenti colti perché altrimenti non si viene capiti. Io, quando qualcosa non la capisco, mi impegno a capirla. Se un libro non lo conosco, vado e lo leggo…questo significa essere aperti alla conoscenza. Il punto è che a volte un concetto non può essere semplificato al punto da risultare quasi banale, a volte è necessario comprenderlo da altri punti di vista, arricchirlo, anche risultando difficile per chi non conosce determinate basi, in questo modo è fattibile un’elevazione della coscienza, altrimenti si resta sempre in superficie…se ti sei prodigato a leggere o a cercare le cose che non conoscevi ben venga, è sintomo di volontà di apprendimento e sete di conoscenza, che si spinge oltre il giudizio personale e la propria zona di confort, tuttavia continuo a trovare irrispettosa l’idea che si debba “parlare come si mangia”, perché allora significherebbe che se uno mangia di merda, deve anche parlare di merda??

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      23. Hai ribadito il tuo concetto, che avevo capito largamente, e fin qui ci siamo. Io non ti ho scritto che mi hai dato dell’ignorante, che non sarebbe neanche un’offesa visto che entrambi sappiamo cosa significhi essere “ignoranti”, ossia ignorare qualcosa, ed è umano. Fin qui ci siamo. Tu hai scritto altro ossia mi hai attribuito un appiattimento di tipo intellettuale e mentale, che è ben diverso. Ma ti ripeto, sorvolo. Non mi conosci, ti ho detto come la penso. Chiuso. Il problema è che continuiamo a non capire il punto. Ti stai focalizzando su una frase quando il mio discorso era ben più amplio. Tra l’altro (e Franz lo sa perché prima avevo un altro blog con il quale scrivevo nei sui commenti) sono sempre stato uno che cercava di interagire e lasciare pareri. Sono una persona molto curiosa, e ho sempre voglia di conoscere quello che non so. Credo che tu mi abbia frainteso, e probabilmente anche lui, ma era una confidenza che mi sono permesso di prendermi proprio perché non riuscivamo ad arrivare al punto. Chiedo anche scusa se posso aver offeso qualcuno, ma di sicuro non era mia intenzione. Sono sempre pronto al confronto. Buona serata

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      24. Ho letto tutti i commenti comunque, non solo il commento relativo a questa ormai famigerata frase del parlare come si mangia, perciò non mi è sfuggito né il tuo punto di vista né quello di Franz…io dico solo che la quintessenza di questa frase racchiudeva l’appiattimento culturale e mentale che purtroppo dilaga un po’ dappertutto…e se una persona è aperta mentalmente ed è pronta all’apprendimento di ciò che ignora non dovrebbe dire frasi del genere, perché in frasi del genere si cela il buio. Forse cercavi di esprimere un concetto differente, ossia il fatto che la semplicità può essere il seme della conoscenza, e che nella semplicità germoglia la stessa fertilità del conoscere e allora questo è comprensibile, ma altrimenti denota altro. Non voglio fare polemiche, non volevo neanche intervenire, ma avendo letto quell’ultimo commento mi è partito il fuoco, perché anche io mi infervoro davanti a certe questioni e ultimamente in giro sto sentendo un po’ troppo spesso questa frase. Forse ti è sfuggita e non desideravi dirla, ad ogni modo se hai agito in buona fede, è questo ciò che alla fine conta, perché è sempre importante il rispetto verso chi sa cosa che noi non sappiamo, verso un tipo di conoscenza che ha lo scopo di illuminare le menti e le coscienze e di elevarle portandole al di sopra della piattezza quotidiana.
        Detto questo ti auguro buona serata 🙂

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      25. In romano “parla come mangi” significa parlare in maniera più comprensibile e meno difficile. Questo non significa sminuire il discorso dell’interlocutore. Significa semplicemente di farsi comprendere meglio. Se io avessi solo scritto. spiegati in maniera più semplice probabilmente nemmeno ci avresti fatto caso. Ma se hai letto bene il mio commento, avevo ben ribadito che era una via “fuorviante”. Non credo di aver detto nulla di grave da addirittura aver scaturito un “fervore” come tu hai scritto. Io so quello che dico. Forse tu non conosci il romano… Ma parlare come si mangia significa parlare in maniera più semplice, nient’altro. Spero di esserci chiariti tutti. A bientot

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      26. Non sono romana ma conosco bene il significato di quella frase così famosa, pare, ma ribadisco che dire ad una persona, che sta cercando di spiegare un concetto complesso elevando la coscienza e l’intelletto altrui, questa frase significa mancare di rispetto. Romano o non romano, anche se lo avessi scritto in russo sarebbe stata la stessa cosa. Quando qualcosa suona male suona male e basta e se c’è stato infervoramento significa che era scaturito da qualcosa altrimenti non si sarebbe verificato, credimi. Detto questo buona serata 🙂

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      27. Lo hai scritto 20 volte. Ti ho scritto che ho capito e ho chiesto anche scusa ma se ti vai a leggere il significato su internet vedrai che non è un’offesa. Il significato italiano, perché è un’espressione ormai italiana, e non solo romana. Sei tu che l’hai vista così. È un tuo parere perché non c’è scritto da nessuna parte che significa mancare di rispetto, mentre quello che volevo intendere io è scritto ovunque, ossia: parlare in maniera semplice. Non credo sia un’offesa. Ingigantire una roba così e sminuirmi senza comprendere, beh questo la reputo invece superficialità e secondo me è peggio di quello che ho detto io. Penso di essermi espresso in maniera educata e chiara…

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      28. Io non sminuisco nessuno, se tu ti senti sminuito dal mio ragionamento allora significa che qualcosa ha riverberato in te…se tu pensassi che quella espressione era un semplice sinonimo di semplicità senza altri risvolti dietro non ti sentiresti così attaccato dal mio commento, anche perché io non ti sto attaccando, io sto semplicemente esprimendo la sensazione che mi è pervenuta dall’uso di quella frase, ma non mi voglio ripetere perché altrimenti mi vieni a dire che sono ripetitiva. Io quello che dovevo dirti te l’ho detto, tu hai detto la tua e hai evidenziato che eri in buona fede e che ti scusi se eventualmente hai offeso qualcuno e questo è molto positivo, tuttavia nonostante questa tua intenzionalità ora nel commento mi accusi di superficialità, e che addirittura è peggio di quella benedetta frase, beh insomma scusarsi e ricommettere lo stesso errore comportamentale di prima non è molto incoraggiante. Ma cmq non mi tange, so di non esser stata superficiale, quindi se tu pensi diversamente è una tua opinione, quindi opinabile 🙂 per il resto ti ripeto che non voglio essere polemica…ho detto il mio parere, tu hai detto il tuo e stop. Ah, tanto per la cronaca non mi serve andare su google a leggermi il senso delle frasi, lo conosco già e tendo ad andare “oltre” il significato letterale delle cose…detto questo ti auguro buona serata 🙂

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      29. Non vado oltre perché è davvero tutto ridicolo. Davvero. Non so quanti anni hai tu ma sinceramente mi sto innervosendo. Vabene le critiche e tutto, ma a una certa uno si rompe le palle. Parla come mangi è italiano. Non puoi travisare un’espressione che di significati ne ha solo uno. Lo capisci o no? Non è un’offesa e se tu avessi conosciuto il significato dell’espressione nemmeno mi avresti scritto perché stai continuando a fare la figura di quella che si attacca a delle stupidaggini sorvolando il concetto principale. Ma mi prendi in giro? Ma per chi mi hai preso? Abbi pazienza, dai. Non esagerare. Non essere ridicola. Tu stai continuando sta filippica dando ad una espressione un valore tutto tuo. Solo tuo. Lo capisci qual’e’ il punto? È italiano. Non c’è nessuna dietrologia, né robe trascendentali. Ho addirittura chiesto scusa per una cosa che non ha nessuna forma di offesa. Ho chiesto scusa perché tu e Franz (probabilmente) non l’hai capita. Lo scrivo tra parentesi perché non risponde. Oltre a questo non so più come dirtelo. Te insisti pure con questa roba ma insisti da sola perché io non risponderò più. Mi sono espresso ampliamente e ora mi sono scocciato. Ho chiesto scusa, ho scritto in italiano. Se mi capisci bene, se fai finta di non capire peggio per te. Non è colpa mia

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      30. E’ esclamazione dialettale che si usa quando una situazione diventa pesante, in riferimento alla diatriba…si traduce all’incirca con mamma mia, oppure con ahi che danno 🙂

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      31. la sintesi che proponi è quella giusta…per il resto io cito perché amo farlo e per designare le fonti d’un ricerca mia inesausta e non conclusa….io parlo e mangio raffinato…che ci vuoi fare 😀

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      32. Non è possibile…ho scritto un articolo su Benjamin e sulla perdita dell’aura nell’epoca della riproducibilità tecnica proprio l’altro giorno!! Ma mi leggi nel pensiero? ❤

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