Primma d”o tavuto.

Quanne chiove e fa fridde

tu pienze: “E mo’ a chi m’astregno”?

Sai, overo, chille arravuoglio de cuperte

ccu tte ‘nzino, ciato a ciato, vicino vicino?

E quanne li tuone

fanne tremmà po’ frastuono

so’ vase carnale, abbracci ca fanno male.

No, quanne fa stu temporale

stu fridde e st’acqua senza e’ te fanno male.

Mme pare quase ca st’ossa te chiammano…

Angelo de li sperdute…

famme abbraccià a chella primma d”o tavuto.

21 risposte a "Primma d”o tavuto."

      1. Proprio così…fiamma ardente che non spegne la sete ma rinvigorisce il pensiero…ah La Vita Nova, quanti ricordi di un passato tra Dante e Blake, tra discese agli inferi e risalite tra le stelle…e c’era un autore che mi piaceva da morire che leggevo proprio in contemporanea allo studio di Dante, poco conosciuto, che nessuno conosceva…devo cercarlo ❤

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      2. Era un periodo talmente fertile che leggevo di tutto e facevo collegamenti in ogni cosa…e poi scrivevo tutto sui miei diari…diciamo che il concetto kantiano di Weltanschauung lo avevo fatto mio in tutto e per tutto 🙂 e tuttora permane

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      3. Comunque al tempo in cui studiavo Dante leggevo anche Swedenborg che secondo Balzac aveva in comune con la Divina di Dante parecchie cose, tra cui la struttura a cerchi concentrici dell’Universo…collegamenti molto molto Weltanschauung ahahah 🙂

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      4. stai coprendo buchi importanti del mio sapere…studierò Swendenborg… Hai quella che Leonardo chiamerebbe una mente “volatile” …insomma sa spiccare il volo nella levità della conoscenza…

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      5. Anche tu fai lo stesso con me…mi porti lontano col tuo sapere e in me si generano sinapsi vibratili che si spostano da un sapere all’altro, come fili di gomitoli nella maglia intersecata…ed è meraviglia purissima…di Swedenborg “Il cielo e l’inferno” ci sono connessioni con Dante…a Blake non piaceva granché Swedenborg, infatti nel suo Il Matrimonio del Cielo e dell’Inferno lo criticò…inutile dire che esiste una Divina Commedia della Taschen interamente illustrata dalle incisioni di Blake…una perla 🙂

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      6. … & anche OMERO :o))
        .
        Autori latini, Lontano da Omero
        Ezra Pound, ABC of Reading :: ABC della lettura

        “Ho preso in mano la mia vita critica, alcuni anni fa, quando ho suggerito che Catullua era in qualche modo uno scrittore migliore di Saffo, non per la melopoia, ma per l’economia delle parole. Non so minimamente se questo è vero. Si dovrebbe iniziare con una mente aperta.

        Lo snobismo del Rinascimento sosteneva che tutta la poesia greca era migliore di QUALSIASI poesia latina. Il più intelligente dei latinisti del Quattrocento, Basinio di Parma, proclamò una tesi molto diversa; riteneva che non si potesse scrivere molto bene la poesia latina se non si conoscesse il greco. Vedete, è molto diverso. A margine della sua narrativa latina puoi ancora vedere i tag di Omero che stava usando per mantenere attivo il suo senso melodico.

        Non credo che nessun autore latino si trovi a una distanza misurabile da Omero. Dubito che Catullo sia inferiore a Saffo. Dubito che Properzio sia un millimetro inferiore ai suoi antecedenti greci; Ovidio è per noi un magazzino di una vasta massa di materia che non possiamo ORA ottenere dal greco.

        È irregolare. È chiaro. Il suo verso è lucido come la prosa. Metricamente non è un cerotto su Catullo o Properzio. ”

        https://sententiaeantiquae.com/2019/11/13/latin-authors-far-from-homer/
        https://sententiaeantiquae.com/2018/07/05/homer-divine-not-human/

        §

        +
        GRANDI AUTORI ANCHE FANNO ERRORI
        Quintilian, Inst. Orat. 10.1.24-26

        “Neque id statim legenti persuasum sit, omnia quae summi auctores dixerint utique esse perfecta.

        Nam et labuntur aliquando et oneri cedunt et indulgent ingeniorum suorum voluptati, nec semper intendunt animum, nonnumquam fatigantur, cum Ciceroni dormitare interim Demosthenes, Horatio vero etiam Homerus ipse videatur.

        Summi enim sunt, homines tamen, acciditque iis qui quidquid apud illos reppererunt dicendi legem putant ut deteriora imitentur (id enim est facilius), ac se abunde similes putent si vitia magnorum consequantur.

        Modesto tamen et circumspecto iudicio de tantis viris pronuntiandum est, ne, quod plerisque accidit, damnent quae non intellegunt.

        Ac si necesse est in alteram errare partem, omnia eorum legentibus placere quam multa displicere maluerim.”

        §

        :o))

        & SAPHO & ……. https://youtu.be/FxgxtlGZWvw
        https://www.uh.edu/~cldue/texts/sappho.html
        .
        https://www.uh.edu/~cldue/texts/sappho.html

        §

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