Oltre quella porta…

Dove si nascondono i segni del nostro vissuto?

In quale anfratto della frattura del tempo?

Nella casa dove nacqui c’era un enorme e antico salone

esagonali mattoni di pietra cotta traballavano sonanti

e giù, al centro della vecchia cucina

s’intravvedevano altre vite indaffarate fuggenti.

C’era una porta a due ante a destra in fondo

nell’antico salone, dava nelle stanze da letto.

Mille e mille volte ho spinto la memoria in quelle stanze,

per me, bimbo, il mistero della notte…

forse luogo  di pianto e d’amore…

per me impenetrabile rimosso oltre una soglia.

Mi son detto…perché del salone vivo colori e rumori

mentre di quell’oltre mi si annebbia ogni bagliore?

Mi son detto

se solo potessi ora riattraversare quella porta

scoverei d’altri strati di vita memoria…

Ricordo la vetrata che dava sul cortile

luce bianca, velata e  gentile….

ma se strappassi il velo  oltre quella porta,

ne son certo, altre mille mie vite ne vedrei sortire.

13 risposte a "Oltre quella porta…"

  1. Assolutamente bellissimo questo percepire la memoria, che va oltre il ricordo stesso, e quel desiderio di spingersi e di scoperta di ciò che ci appartiene al di là di una porta…mi ricordo un film dal titolo I ORIGIN, nel quale la ragazza diceva “Tu lasci la porta socchiusa, ma se aprissi del tutto quella porta, se andassi oltre quella porta scopriresti molto di più di ciò che sei…” e alla fine è di questo che si tratta, l’essere, l’essenza….sento che tutto ciò mi appartiene, in una maniera arcana, ma mi appartiene. Bellissima Franz 🙂

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      1. Esiste ne sono convinta anche io, questa frattura che è un poco come quella porta socchiusa, mezzo aperta e mezza chiusa, ma da quell’apertura si riesce davvero a intravedere l’oltre e allora in quel caso sì, la linearità deraglia…perché da quella frattura entra ciò che ci appartiene ma che ancora razionalmente ci sfugge

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  2. Sì esiste, condivido il tuo stesso sentire. Ho una casa colonica vissuta nel tempo dove si muovevano figure familiari (i miei cari genitori parenti e amici) nei sorrisi e negli schiamazzi, ma i ricordi galleggiano nelle medesime immagini. Cerco oltre quelle tendine a fili di plastica colorata il passaggio per un luogo che non riesco ancora a focalizzare, un rimosso che in parte mi spaventa, dove ho depositato i ricordi e che cerco da tempo di recuperare. Una poesia emozionante, densa, che mi ha illuminato. Un abbraccio.

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