Inevitabile resa.

Un giorno attraverseremo il deserto cantando.

Saremo centinaia di migliaia prosciugati d’arsura,

popoli misti, un’unica specie sotto raggi di calura.

Non sarà Babele ci intenderemo in unica paura.

Sarà un canto di pianto e d’addio, rassegnato, potente.

Punteremo al Nord pregando il sole inclemente.

E nella lunga notte poseremo i corpi spossati

maledicendo la fine alla quale siamo nati.

E negli occhi spauriti indagheremo ultime luci d’amore

troppo tardi scopriremo che v’alligna solo terrore.

Abbracceremo, allora, il vicino in spasmodica presa,

un atto di pietà che addolcisca l’inevitabile resa.

12 risposte a "Inevitabile resa."

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