Fuori tempo.

Io lo so.

La mia è una voce che vibra fuori tempo.

Sarà quel provenire dal profondo,

zona d’abisso d’altro infinito mondo.

Troppi vissuti suonano in lontananza

e s’affollano nel cuore senza speranza.

Nicchie di vita sussurrano la via tradita

ed io cedo in melodia alla vigliacca nostalgia.

Canto, allora, la via dispari del disperso

gli anfratti aritmici del tempo perso.

4 risposte a "Fuori tempo."

  1. Non ricordo quale saggio fosse, ma ad un certo punto si parlava di Michelstaedter. L’autore scriveva una cosa interessante: è l’essere fuori tempo che consente di essere sempre presenti, paradossalmente, in ogni tempo. Parafrasando Sloterdijk: per poter vedere bene un gruppo, bisogna essere al di fuori di quel gruppo. In qualche modo tutto questo ti riguarda, e mi è tornato in mente leggendo il tuo lavoro. Grazie.

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