Un nuovo oriente (in corsia)

Ah queste venature di rosso

al calar della sera,

sono sangue di luce

che natura ad altro segno m’adduce.

Ed anche questo stato d’artificio in dormienza

mi si fa traslucido baluginio d’altra essenza.

E non ascolto, no, quel che il corpo mi dice,

Perché è ora che il mio viaggiare mi si addice.

E vedo anime che si fanno care in sofferenza,

occhi d’altre vite di cui porto, ora, semenza.

Oh, narrare non è dato quel sorriso in lamento

alle soglie di un dolore che si fa umano portento

nello scambiarsi

un nome e il piombo fuso del vissuto

e tu sai che quel che dai,

sia pure in rapido passaggio di volo radente,

è sole che sorge ad indicare un nuovo oriente.

30 risposte a "Un nuovo oriente (in corsia)"

  1. Il corpo, la notte intesa come buio e sofferenza e alito di speranza e i pensieri derivazioni di sangue della carne, anche quella più profonda e nascosta. In tutto ciò si annida il ritorno alla vita degli ochhi e delle attenzioni.

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  2. E’ attraverso la sofferenza, il dolore, che emerge la dolce amara consapevolezza della nostra esistenza come essenza nell’ascolto dell’assenza del silenzio che è in grado di attrarre il nostro sguardo oltre il nuovo oriente… Poesia straordinaria. Grazie Ettore.

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