Ogigia(il pentimento di Ulisse)

Del fulgore di Calipso non sono più degno

se alla fine

ho poggiato il culo stanco nel mio vecchio regno.

L’isola immemore mi proponeva immortale

dentro un amore magico eppur reale…

Ma seppe Penelope tessere sua tela,

quale un ragno paziente

che un freddo talamo ora svela…

Ed ora che mi punge vecchiezza scorticata

di quell’isola d’altrove, Ogigia amata,

rimpiango il fiore di mia erranza abbandonata.

Perché mai l’umano affida a un disperato legno

il ritorno a un consueto e ripetere di vita disegno?

Ed ora del panico

d’una felicità promessa pago lo sdegno…

Oh ninfa che mi rapisti sul promontorio felice,

in antri osceni c’ora la memoria benedice

ricordati di me e non del mio abbandono truce

concedi…

al mio canto di inviarti l’ultimo sospiro di luce.

35 risposte a "Ogigia(il pentimento di Ulisse)"

      1. Heidegger sostiene che la mortalità è per l’uomo , di fatto , la possibilità di gestire da sé il suo destino. Però questa cosa suona anche “consolatoria” … Io penso <ad Ulisse, come ad un personaggio "circolare", un errante inesausto…costretto dal ciclo narrativo al ritorno, ma che si muove tra i canti in un continuo andirivieni… divenendo, di fatto, per sempre, un navigante, un corpo errante… Ogigia è la terra felice…il sito degli immortali di Borges… nella sua vecchiezza l'eroe non puà non sognarala… e po' a mme accussì mme piace! 😀

        Piace a 3 people

      1. ma tu sapessi quanto me la so cucita addosso 😀 manco immagini “i film” che mi sono fatta con Ulisse 😀 quindi rido/sorrido e ricordo.
        Ulisse nel riparo/conforto del vai e vieni ha trovato pace. Qualcuno nel suo “senza sosta” potrebbe vedere un’anima in pena.. personalmente dico che il movimento -per quanto bizzarro possa sembrare- a lui (e a molti) da la pace e la quiete che serve per vivere bene. Mortalità.. immortalità.. desiderio.. bisogno.. paura..
        Viviamo tutto come meglio crediamo e penso che Ulisse.. pentito o meno, in questo, insegni.
        – ma so gusti, è! :-p 😀

        Piace a 1 persona

  1. il ritorno a casa, il ritorno al ripetersi di abitudini e di sguardi è doloroso e gioioso al contempo se hai lasciato una Calipso sull’isola felice. Calipso può essere tutto, il desiderio di libertà, la poesia, la scrittura, la vita, l’amore… e il ritono a casa può essere una fine , ma io voglio darmi una possibilità e prendere qul sopsiro di luce che non è l’ultimo di certo e ripartire per Ogigia! bella Ettore dolcemente malinconica. ma piena di vita sì di vita! andiamo ad Ogigia sì tutti i gironi!

    Piace a 1 persona

  2. Ulisse… che viaggiatore. Mi sono convinto che ci ha impiegato tanto tempo a tornare a casa perché non aveva voglia di interrompere il viaggio. Un po’ come Orfeo si voltò per guardare Euridice. L’uno lo fece apposta perché si raccontasse delle sue gesta immortali (e forse perché, al di là di quel che si racconta, mi sono convinto, s’è divertito); l’altro così poté continuare a scrivere per lei poesie di straziante lontananza.

    Piace a 2 people

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...