Viene suonne gentile.

Viene suonne gentile…

accumpagname stanotte

dinto ‘o profummo

e’ nu ciore d’aprile.

Famme sunnà l’addore

d”a stagione d’ammore.

Miettece pure

quacche delicata sconvenienza

n’arravuoglio ca mme manca

pecché nun voglio fa’ senza.

Vide e’ mme sta a sentì suonne carnale,

rialame ‘a pace e nu colore

fa cchiu lieggia sta noia ca mme fa male.

16 risposte a "Viene suonne gentile."

    1. 🙂 felice di farti ricredere… ebbi già modo di dirti che per me rime e assonanze (soprattutto quest’ultime) sono iterazioni sonore a lieve richiamo ipnotico (tradizione che affonda nei rotoli giullareschi)… come una sorta di battito…di tempo di scansione… Grazie davvero…ho scritto tante cose in dialetto napoletano (operine teatrali comprese), qualcosa la trovi qui nella categoria archivi di memoria 🙂

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