Fata.

I’ m’allicordo e’ chella fata

ca m’ha pigliato p”a mano,

mme dicette:

“Viene te porto lontano”…

E testarda me ‘mparaje

ammore chianu chianu…

E ‘o vero fuje nu tiempo affatato,

de bosche e selve

e pure mare ‘nfuriato…

De notte, de juorne…

De tramonto e aurora

na magia ca ‘a pelle respira ancora.

I’ m’allicordo…

na malia de core ardente

e nun erano vase,

ma viaggi e’calore cu ‘a mente.

I’ te chiammo ancora fata

donna immanente…

pecché si’ miracolo e’ sta vita fetente.

30 risposte a "Fata."

  1. Ciao Ettore, ti chiedo molto umilmente se potessi ribloggare questa “Fata” Venerdì alle 12, prima di un’altra brava e giovane autrice di Napoli che sta passando un periodo difficile e della quale pubblicherò una composizione sempre venerdì alle 15. Dimmi di sì…

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  2. Sono sempre così belle le tue poesie! ❤️
    … Ma non potresti anche raccoglierle tutte e pubblicarle in un libro?
    … Forse però, nel blog continuano a vivere di più perché il rapporto con chi ti legge è diretto e vivo.
    Io per un periodo, ne ho pubblicate parecchie … Poi, in effetti, è come scoprire la parte più sensibile di sé, e allora le lascio nel quaderno, non so, forse non è bello….
    Grazie! 🌹

    Piace a 1 persona

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