Lo zoo degli estinti.

Chiudimi, se vuoi, nel recinto degli animali rari,

porta i tuoi cari amici a dileggiare i miei difetti

mentre m’osservano disperato a digitare poesie.

Ridete sganasciando del riso del “normale”

quando ispirato mi vedete cantare dolce il mio male.

Portami, infine, se vuoi, nello zoo degli estinti

ultimo sopravvissuto cantore dei vostri vizi stinti.

Tanto lo so…

che non leggerai, badessa del convento dei fessi,

io resterò rinchiuso, libero dai vostri banali recessi.

25 risposte a "Lo zoo degli estinti."

  1. Profondamente incantato da questi tuoi versi, perché sono parole che sento, parole che emergono continuamente alla mia coscienza. La poesia è libera, si disarticola dalla lingua standard, perché non deve spiegare o raccontare, ma deve sollevare l’animo, aprire lo sguardo oltre l’apparenza, oltre il visibile. Anche rinchiuso in uno zoo, come animale raro da sottomettere al dileggio, il poeta è libero, sempre lo sarà. Riesci a condensare in pochi versi un mio sentire infinito. Stupenda.

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