L’oblio.

Un giorno assaggerò

l’estremo calice dell’addio al vissuto.

Dolce/amaro nettare

di un vitigno assai spremuto…

Ebbro assaporerò la dimenticanza

forse memore dell’inizio della danza,

galleggiando lieve in una stanza,

vedrò il film di una vita che fu speranza.

Oltre non so…e non voglio saperlo…

che la gioia d’assaporare l’oblio

e berlo…è tutt’uno…

con l’espansione nel nulla dell’Io.

19 risposte a "L’oblio."

  1. un’attesa comune e rinviabile (ovviamente) che eliminerà un bel po’ di dolore terreno cui abbiamo dovuto soccombere e che ci ingobbisce,. Molto bella quell’”espansione nel nulla dell’Io.”, e per alcuni sarà la sconfitta del proprio ego smisurato,; come dice la livella di Totò la morte equipara tutti

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  2. Mi piace l’io che si espande come l’Universo si espande nel Nulla, l’io che si allarga mescolandosi alla polvere delle stelle, librandosi nello spazio per abbracciare il creato. E’ un’immagine strabiliante e se fosse così, se anche fosse così per un attimo, quell’attimo eterno che potrebbe definire la nostra entropia, sarebbe comunque un’esperienza indimenticabile, fino ai margini dell’oblio, fino alla porta del non voglio saperlo. E’ bellissima, caro Ettore, bellissima.

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