Quale imago di paradiso-

Fa stille di sangue sulla pelle

questo dannato dolore ribelle.

Resisto, persisto…diafano

sparisco…

Balbetto memoria in faglie di percorsi

per vie, piazze e luci radenti

e ci vedo, ci vedo!!!

Vedo noi illusi e ridenti…

Poi strazia l’assenza

in violenza sullo sprazzo di presenza.

Fantasmi sono gli odori,

fantasmi i giocosi sapori

mentre il viaggio in questo presente parallelo

mi distanzia dal piano di quel che sento vero.

E getto il seme del desiderio nella terra amata

perché cresca in germoglio nel tuo tenero sorriso

questo mi resta,

nell’inferno, quale imago di paradiso.

9 risposte a "Quale imago di paradiso-"

  1. Che versi!!! Più profondi di così non si può, come sempre una chiusura stratosferica come solo tu sai scrivere. Hai espresso in termini poetici il concetto di dolore, morale o fisico che sia… Complimenti davvero notevole questa ode!!!

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