Na’ lapide a memoria.

Nce sta na’ criatura de marmo dinto ‘o cimitero,

quanne nce passo annanze nce lasso nu fiore

nu signale, comme fosse na freccia d’ammore.

Nappoco fanno ciente anne a quanne se ne jette

ma quanne ‘o veco stu marmo, pare ca mo mo fernette.

Chesto è ‘o mistero e’ na lapide a memoria

te piglia, nodo alla gola, e te fa parte d”a storia.

E llà addò ‘o tiempo s’è fermato ‘ncoppe e’ scritte

tu vaje sbarianne e pierde d”o presente ‘a via diritta.

17 risposte a "Na’ lapide a memoria."

  1. …quanne nce passo annanze nce lasso nu fiore

    nu signale, comme fosse na freccia d’ammore.

    …E llà addò ‘o tiempo s’è fermato
    fermato ‘ncoppe e’ scritte
    tu vaje sbarianne epierde d”o presente ‘a via diritta.
    🌼♥️
    Di un cantante napoletano conservo il cd Ischia 2014
    Canta Napoli
    lui , Pantalone, s’è firmado ce fece na dedica e piagno e rido … Me fà st’effetto stà vida
    E sta musiga francese Trenet ,Brassens, Montand , Claude Francois quanno viaggio e’l fiore sta dendro al core , e’l finale è sempre cuscì
    “Me piglio na pastiglia ” e “que restè t il de nos amour “

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      1. Grazie Ettore ormai vado al cimitero solo quando mio fratello mi chiama per un saluto ai nostri defunti. Lui viene un po’ da lontano così ci ritroviamo.
        Non amo questo rito , non è mancanza di rispetto . Quando andavo da sola il mio giro era molto lento . Alcune soste erano lunghe. Accadde anni fa che restai all’interno del cimitero . Il grande cancello al mio arrivo era chiuso .
        Niente spavento mi sentivo in pace così per un po’ rimasi li “quasi persa “Ma la notte sarebbe stata lunga ,realizzai dopo un poco . Fortuna volle che intravidi l’ultimo fioraio pronto per tornare a casa dal lavoro. Non era a due passi da me. Richiamai la sua attenzione, dapprima il tono era talmente mesto che sentivo di mancare di rispetto a tutti Loro . Poi di getto forzai la voce. E mi dispiacque. Si mostrò incredulo però andò a chiamare un custode che abitava nei dintorni . Il custode pure più stupito. Mi scusai.
        Tante tombe con il passare degli anni sono rimaste spoglie, logore ,l’ abbandono avviene perché il tempo non concede altre scelte . Perciò avevo imparato a prendere un grosso mazzo di fiori ,non di pregio, ma di fiori “duraturi “. I fiori scivolavano dove lo sguardo coglieva il vuoto. Aspetto la chiamata di mio fratello ,verrà, lo so.
        Non amo andare, da bambina andavo spesso ,con la nonna ,più volte a settimana. Anche allora era triste il rito ma, a breve ,passava . Così ho imparato in Francia a scegliere diversamente chė risponde a quel poco, che poco non è, di cui mi sento parte. I piccoli tornano sempre e gli altri ,tutti, li sento più vicini .
        A volte quando ti leggo provo forte il senso del mio essere piccola. Non me ne dolgo apprezzo e basta. Ti ringrazio sinceramente.

        Piace a 2 people

      1. L’ultima che ho “imparato” è il tuo dialetto, con le altre invece credo di esprimermi meglio altrimenti sarebbero guai con tutti gli amministratori este4i d3inprosciuttifici coi quali spesso e volentieri ho a che fare!!!

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  2. Grazie Ettore ormai vado al cimitero solo quando mio fratello mi chiama per un saluto ai nostri defunti. Lui viene un po’ da lontano così ci ritroviamo.
    Non amo questo rito , non è mancanza di rispetto . Quando andavo da sola il mio giro era molto lento . Alcune soste erano lunghe. Accadde anni fa che restai all’interno del cimitero . Il grande cancello al mio arrivo era chiuso .
    Niente spavento mi sentivo in pace così per un po’ rimasi li “quasi persa “Ma la notte sarebbe stata lunga ,realizzai dopo un poco . Fortuna volle che intravidi l’ultimo fioraio pronto per tornare a casa dal lavoro. Non era a due passi da me. Richiamai la sua attenzione, dapprima il tono era talmente mesto che sentivo di mancare di rispetto a tutti Loro . Poi di getto forzai la voce. E mi dispiacque. Si mostrò incredulo però andò a chiamare un custode che abitava nei dintorni . Il custode pure più stupito. Mi scusai.
    Tante tombe con il passare degli anni sono rimaste spoglie, logore ,l’ abbandono avviene perché il tempo non concede altre scelte . Perciò avevo imparato a prendere un grosso mazzo di fiori ,non di pregio, ma di fiori “duraturi “. I fiori scivolavano dove lo sguardo coglieva il vuoto. Aspetto la chiamata di mio fratello ,verrà, lo so.
    Non amo andare, da bambina andavo spesso ,con la nonna ,più volte a settimana. Anche allora era triste il rito ma, a breve ,passava . Così ho imparato in Francia a scegliere diversamente chė risponde a quel poco, che poco non è, di cui mi sento parte. I piccoli tornano sempre e gli altri ,tutti, li sento più vicini .
    A volte quando ti leggo provo forte il senso del mio essere piccola. Non me ne dolgo apprezzo e basta. Ti ringrazio sinceramente.

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