Trasfigurazione.

E si disperdono in occhi profondi

i riflessi delle mie vie…

così come d’altri cari serbano pupille mie.

Archivi di luce.

Dicono e narrano che in uscita

di splendente tunnel è strada tracciata

io so che d’occhi d’altre vite è lastricata.

E son tocchi caldi di sinapsi accese

d’abbracci sfiniti e di mille imprese.

Non chiederti “Dove vai”?

Tienti l’istante in trasfigurazione amante.

Una grazia misteriosa.

Nei mondi, vivo nei mondi.

Oh, nei libri tracce di sangue,

di carne viva nel tempo non langue.

Pulsare è d’anime impresse

di cellulosa e sudore compresse.

E trasuda si, porosa meraviglia,

tra mille voci composte e in parapiglia

e s’affollano ‘s’affollano spingendo,

d’altri cosmi provenendo.

E accoglie tanti occhi questa tavola imbandita,

raffinata delizia in galassia infinita.

Questa è la grazia misteriosa della scrittura,

che pure finissero i mondi,

una luce infinita, che nel cosmo perdura.

Anime anfibie (grotte di rinascita)

E tra immagini di grotte, da acque invase, baluginii d’argento rossastro come di vita cangiante….onde d’anime di plancton oscillano quasi a vita evocare…un coro sordo viene dal mare…evoca caldo il raccontare come un flusso di voce che viene e scompare, mentre emerge, cellula vivente, ciò che prima era altro, assente… e dalle caverne bagliori di zolfo inferi vitali d’acque sulfuree a vita donare…perché chi racconta ormai, ne è parte, è mare.

Creatura( Tra oscillazioni cremisi ed archi ad onda): 

Nce sta na’ caverna

addò ‘o mare trase e jesce

dice ca è na caverna affatata.

Siente pure l’addore de la moria dei pesci

si tu la esplori e te faje curaggio.

Nce truove pure li lische de li sirene

quanne dinto ‘o bagnasciuga facevano ammore.

Ma si addore bbuono siente pure ‘a puzza d”o zolfo

e te vene a mente,

ammagare na’ notte de vierno

ca chella po’ pure essere na porta de ‘nfierno.

‘O mare ncoppe e sotto ‘a fiamma…

I’ na vota nce trasette

e m’ha lasciato, p”a nostalgia,

nu dolore fitto fitto ‘mpietto.

E sul dire la creatura quasi si confonde tra le onde…tra le onde…mentre nuova vita tra le grotte si diffonde…oh, miracolo dagli abissi incandescenti…viscere/mare dal cuore della terra divinità immanenti…

Epokè di trasparenze(Golfo di Napoli.Tardo mattino)

Terre emerse di mezzo al mare,

nel golfo l’abbraccio del mio stare.

Oh mio caro porto d’accoglienza

trafigge l’occhio la tua luminescenza.

Gradazioni d’iride celeste,

un campo esteso d’anime deste

nel brulichio di vite d’acqua e di case,

sotto il vulcano ca dinto ‘o cielo trase.

Epokè di trasparenze

di tra effluvi di essenze…

Ed io, in tempo sospeso, steso,

intenso e speculare tra le apparenze.

Microcosmo di luce.

E’ un calore che viene da dentro

come un riscatto per questo corpo stanco.

Un aura di una qualche istanza,

aggrappato

mi tiene alla mia di vita stanza.

Mi fanno radice vivida mille pensieri cari

del vissuto invadente sorprendenti passi rari.

Tra atomi e cellule è un vorticare,

microcosmo di luce sul plesso solare.

Malattia.

E’ nel segreto di un onesto corpo

che si cela l’inganno…

Oh, mille e uno di vita è l’affanno.

Si sgretola il muro danno per danno.

Ma, come a ridosso di scogliera,

muro di salsedine fa muschio buono,

di vita freme e non d’abbandono.

E fra le crepe fa capolino

un dolce fremito, come un inchino,

sarà luce o oscura avventura,

quel che accade sa di sereno, non di paura.

Stati di ebrezza.

E viaggiano trepidi istanti…

particelle di tempo danzanti

siccome impazzite tra perle

snocciolate tra le mie stanche dita.

Ogni istante uno sprofondo

un convissuto di infinitesimo mondo.

Eh no, non mi ci perdo, anzi…

in andirivieni costante

ci si balocca il mio cuore amante.

Strappi di dolore in salsa di miele

struggente pegno alla bellezza…

venti plurimi di stati di ebrezza.

Fiero.

Nella luce la briosa gioia delle foglie.

Al vento fibrillano resistenti in slancio

bandiere garrule di vita resilienti.

Oh, vi omaggio, oggi, sorelle nel mistero,

compagne/amiche candido fate l’umor nero.

E vezzosa siete per me ormai costumanza

di tra i vetri di questo rifugio in stanza.

V’agitate, vedo, al mio pensiero,

e pure v’acquietate, se ve lo dico sincero.

E cosa importa se sia vero o non sia vero,

di tutto esser parte, io sono fiero.

Le stagioni del cuore.

E non vi è mai un addio.

permane…

del calore l’intreccio

è sempiterno , di vento libeccio.

Tornano le rondini in primavera,

così come l’albatros al richiamo d’amore

e tornano,

splendide, inesesorabili, le stagioni del cuore.

Non v’è mai un addio.

l’archivio delle emozioni

ti somiglia, credimi, a un dio.

Muta, dolce il tuo soma nel ricordo,

così come il verde nella nuova stagione,

è colore

dove s’annida per sempre amore.

E scivola, lieve, nelle vene

la linfa ricca di ciò che fu bene

e pur se nel tatto più non t’appartiene

nel ciclo del cosmo il tuo vissuto lo tiene.