Un mulinello di foglie

Irresistibile leggerezza d’un mulinello di foglie

lievi e vorticose come le mie voglie.

S’abbandona il pulviscolo a scorie

tra raffiche di vento che raccontano storie

storie di un pianeta in subbuglio

geologica astronave che trasborda gente stanca.

Oh, come le foglie vorrei volare a destra e a manca,

in un vortice di vita che non arranca.

Ecco tutto tace,

mentre il vento non porta voci

ed io non trovo pace.

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Da bambino scrivevo…

Da bambino scrivevo

macchiando cumuli di carta,

inchiostro denso

un’inesauribile voglia di intenso.

Da bambino scrivevo

storie e congiure d’amore e di pace

ed amavo la notte di fievole luce

nel silenzio d’avvento che ai pensieri conduce.

Da bambino scrivevo

nel fantasma di precoci sensi

figurando fluenti capelli su corpi immensi,

Maddalene di luce e d’oscuro

fonte stupenda d’ogni pensiero impuro.

Ora ancora scrivo e non macchio più carta,

con l’inchiostro rimasto nel sangue,

amo ancora la notte di fievole bagliore,

ma il lungo vissuto d’amore

di donna vera ha coperto i miei sensi

e bagno parole in carne pelle e sangue

che non grondano più illusione,

ma il pungente dolore di un’inesausta passione.

Gioielli Rubati 8: Luca “Yoki” Parenti – Piermaria Galli – Cipriano Gentilino – Antonio Pibiri – Felice Serino – Luciana Riommi – Antonio “Barman” Bianchetti – Franz.

Rilancio con gioia la piccola antologia di Flavio, ha voluto inserirmi ancora… ma per me è prezioso scoprire altre voci…l’ho detto e lo ripeto ancora:  Flavio è un angelo d’ascolto.

almerighi

ho annotato

aspettarti stasera.
una cosa che devo fare.
darti un bacio. seconda cosa.
con moderazione dolce
darti un pizzicotto sul culo.
poi dovrei toglierti i pantaloni
piano piano le mutandine.
altre cose che devo fare.
osservarti nella penombra
l’ombra tua sindone
stampata sul muro
come fisiognomica atomica.
la relazione platonica
può essere un’erezione
continua. non si fa caso
ai difetti. o agli eccessi:
droga breve che stona.
oddio, la nuova capigliatura
quanto ti dona.

di Luca Parenti Yoklux qui:
https://yoklux.wordpress.com/2018/10/18/ho-annotato/

*

(tempo fa) #2

[quello che dovremmo amare]

le tue lenzuola e tu chissà dove.
una piena del fiume e la tua casa al mare.
il grande bianco dei tuoi seni ieri e le tue parole oggi.
l’attimo che mi finisci di stampare nel mese che potresti essere tu.
spedirti in posta e ritirarti in un albergo dove non siamo mai stati.
quel quando tutto fila liscio tutto fila…

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Gioielli Rubati 5: Aldo Braibanti – Mario Benedetti – Macalder – Franz – Felice Serino – Franco Bonvini – Amina Narimi – Anna Leone.

almerighi

QUESTO POST E’ DEDICATO AL POETA E BLOGGER VENEZUELANO “MACALDER”

https://macalderblog.wordpress.com/

*

“lo so – presente è la violenza – ancora di metafisica si muore
la tolleranza del pubblico merita solo i sondaggi della pubblicità
il consumatore ha quello che vuole – il consumatore l’avete inventato voi
voi avete venduto abusato massacrato per sole parole
voi siete fermi all’orda- perseguitate torturate braccate il diverso[…]
la vostra idea è natura
castrata “

Aldo Braibanti dal carcere di Rebibbia, 1968, qui:
https://rebstein.wordpress.com/2018/09/30/memoria-delloggi-aldo-braibanti/

*

NON SALVARTI

Non rimanere immobile
sul ciglio della strada
non trattenere la gioia
non amare con noia
non salvarti adesso
né mai
non salvarti
non riempirti di calma

non occupare del mondo
solo un angolo tranquillo
non lasciar cadere le palpebre
pesanti come giudizi

non restare senza labbra
non addormentarti senza sonno
non pensarti senza sangue
non giudicarti senza tempo

però se
nonostante tutto
non puoi evitarlo
e…

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Sei tu, Giselle?

Risuona lento il carillon gentile

scandisce note di incanto infantile.

T’avverto suono brillante e silenzioso

figurina danzante d’un corpo sinuoso,

la retina irrequieta ti sposta nel teatro accanto

mentre muovi in postura giravolte di pianto.

Sei tu, Giselle? figurina d’ombra di vita sgombra.

Danzi lieve postuma e ardente

più morbida del marmo porti luce splendente.

Ha il web un ventre tribale.

Oh si, teniamoci per mano,

io l’ho imparato da un secolo lontano:

il privato è pubblico ed è pubblico il privato:

Nel sorriso o nella smorfia di dolore

nessuno è solo

se si manifesta condiviso amore.

Se son anni, amici,

che danziamo, selvaggi e tristi,

irridenti e un po’ narcisisti,

d’attrazione centripeta tempo viene

e nel cerchio di fuoco comunità si tiene.