Prestabilita disarmonia.

Cammino e cammino

nel disordine e nel conflitto

che ho nella mente fitto.

E nel creato leggo

prestabilita disarmonia:

di bellezza in morte

d’onda di gelo e calore…

Il salto nel vuoto lo chiamo amore,

tunnel di luce

che s’approssima in distanza

ed in distanza muore.

Ed in natura non leggo armonia,

d’alberi e virgulti rami contorti,

pressione di vita

tra le ossa dei morti.

Annunci

Comunità sorella.

Sento l’eco d’un altro tempo mio,

cara mi giunge…

apro le palme ad accoglierne il suono.

Fluiscono visioni

quadri in movimento di gioia frammento.

Tu ci sei.

Ricordi che fu d’arte il nostro riso,

espanso in ogni tocco condiviso,

mentre la notte entrava, bella,

nel calore di una comunità sorella.

Il colore della bruma.

Manto d’erba e di grigio nel pianto di cielo.

Il vento è sottile e freddo come un velo.

Questa tristezza ha il colore della bruma

di un tempo inutile che si consuma.

Le mani chiuse a pugno non chiamano il saluto,

strette sanguinano, tenendo il filo del tempo perduto.

Un trillo di richiamo.

E tu cinguetti sul ramo al Sole.

T’ascolto io mentre canti note di richiamo.

Te ed io sappiamo entrambi dove siamo.

Tu canti e mi rallegri

pur se so che tu mi ignori.

Eppure questo imprevisto sole d’aprile

nel tepore ci lega…

Ed anche io canto, nel silenzio,

un trillo di richiamo…

Non è ugola vibrante

ma è di natura desiderio

d’un cuore amante.