S’annebbia…

S’annebbia, senile e stanco lo sguardo,

del bimbo non ha il fulminante dardo:

sa più d’infante smarrito nel buio…

sperduto, da ogni mano distante…

non trova altro che il velario umido

della palpebra che sgrana, puntando luce,

e a tentoni avanza ed ogni ostacolo è truce.

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Pagine bianche

Sempre più bianca la pagina del nostro dire

lo so t’affaccendi in densità d’altre grafie,

fitti epistolari di scambio di belle energie…

Ma non voglio, no, violare le tue pagine segrete,

oscena indagine da stanco amante.

né voglio lordare l’innocenza d’ogni tuo gioco…

mi  terrò quel che mi resta al sapor di poco

scivolando al margine di pagine non scritte:

e mi terrò l’eco di ciò che non fu detto,

ma scritto…

tra i fogli di un indimenticabile tatto.

Calore/dolore

Grigio, spoglio, di luce pallido abbaglio,

transumanare livida natura

nel piccolo meriggio della mia anima impura.

Scorie…

Non respingere, amica, una quota del dolore,

dentro, lo sai, v’è archiviato tanto calore…

sapranno, le tue mani sapienti, distillarne la materia?

Sapranno, le tue braccia aperte

far emergere il calore e farsi conserte?

 

Un crollo danzante

Ma si! Danziamo immemori…

nel carnevale delle emozioni

Di desideri e pulsioni

facciamone un fascio di fiamma

Eli’ Eli’ lamma… Eli’ Eli’ lamma

invoca il dio, in croce

e chi sono io

per simigliare una tal voce?

Ma si! Danziamo immemori

nel carnevale delle emozioni;

e se pure il riso va a  mutarsi in pianto

che sia… che sia…

un crollo danzante a produrne lo schianto.

Bastardo silenzio…

Bastardo silenzio…

Quanto vorrei ascoltare un sussurro amato!

Bastardo silenzio…

Ma d’assordante notte circondato,

nullo  suona l’amato vibrato.

Acque sorgive dei primordi

suonate per me dolci accordi,

melodie di cari pensieri, non ricordi…

Bastardo silenzio…

Scorri lento e grave,

mio fiume venoso

che di desiderio acceso

non sei più oggetto ardimentoso

Bastardo silenzio…

 

 

Transustanziazione

E di notte m’assale l’odore,

vertigine blasfema

d’un mistico carnato sudore…

Transustanziazione d’immenso

corpo che si fa corpo

due in uno e non trino

nel nostro coito divino…

Ah, sperienza d’altrove

pur restando in un dove:

Dammi, dammi la tua anima

avvolgila nella saliva di scambio

assumo l’acqua sacra del tuo bene

salvandomi cosi’ da un inferno di pene.

 

Arde e se struje…

Arde e se struje sta cerogena gentile:

‘a fiammella s’accora e s’accalora

quanne s’allumma ppe’ tte ora per ora.

Si tu susce cu ‘a vucchella,

de subbeto abballa stu fuocherello

abballa e t’abbaglia,

comme fosse nu spiritello…

si po’ te vene ‘o ggenio e la tuccà,

sta cerogena…

cchiu’ e cchiu’ se fa bruciore

fiamma de vita…

pe’schiarà ‘o scuro e’ l’ammore.