All’amico Filippo.

S’io potessi raggiungerti, amico mio,

lungo la corda d’argento

che suona parole d’amore e colore

vi danzerei

per farla vibrare in suoni celesti.

Lontano lontano dal fracasso urbano

e, giunto a te, amerei sfiorarti la mano

con quel tremore che mi prende

quando scrivo poesie

quell’emozione che tu sapesti leggere

tra le piccole cose mie…

Oh lo so, ora sorridi nel cuore,

nel cuore di questa metafora d’amore

immerso tra i suoni nuovi d’altri mondi

come un bambino…

che entra a far parte di nuovi girotondi.