Scilla.

Scheggia di vento ti sei fatta in sogno

salti in fuga e rincorsa

principessa dal manto di cervo.

Più ne rido felice, più ci giochi volante

prendimi, prendimi son leggera come un aliante.

Mi torni, così, in mente, nelle notti scure

e ti do pure voce stridula e bambina,

cagnetta felice tra le coltri nuvolose dell’altrove.

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Una saetta sghemba.

Se ogni istante del mio andare

fosse acceso dal tuo accanto

io brillerei di gioia nel mio canto.

Ed invece, ecco, che lancio

una saetta sghemba al cielo

perché rimbalzi e cada e piova

piova come soffusa acqua nuova.

Un’acqua che bagni, lacrimosa rugiada,

ogni tuo passo, ovunque tu vada.

Copro così l’arco di distanza?

Trascoloro in suoni la tua vacanza

nel vibrato silente di una stanza.

Trascolora…

Mi rattrista del bene esangue il pallore

è quando svanisce di sulfurea passione l’ardore.

Bocca silente di un vulcano dormiente

che può solo esplodere nella deflagrazione del niente.

Trascolora dalla pelle il rossore

quel rossore del sangue che  pulsa e si fa pittore

oscillazione impressionistica di luce ardente

quando il tempo si piega e non ti importa niente.

Svenato è il bene impallidito,

quasi il cadavere di un amplesso,

lasciato imputridire alla morgue del non sentire.

Amo.

Amo, nei segni del dolore, il tuo viso pulito,

amo, anche, il tempo baro che lo ha reso indefinito.

Amo il fondo dei tuoi occhi velati di tristezza

nell’immersione fluida di un sogno infranto in vaghezza.

Amo questa malinconia d’assenza

che pesca tra i brandelli carnali della tua presenza.

Amo questo scrivere indarno

nel fiore di un ricordo lungo l’Arno.

Amo, anche, del mio dire la tua stizza

che quest’amore ti fa avvertire come un’ossessa bizza.

Amo, amica, il tutt’intorno

del pensiero continuo di te di cui m’adorno.

Cosmica attrazione

Ho visto notturni di stelle

di mille e mille cieli facelle,

galassie vorticose, ultramondane,

pupille di donna di luccichio arcane.

In questa alterità di immenso,

ogni mio viaggio fu lungo e denso.

Oh, di cosmica attrazione

inesauribile energia di intenso,

è quello che chiamo amore,

istinto caldo del viaggiatore.