Delicato uccello.

Non c’è mai d’altre vite una chiave.

Cuore altro è sempre un segreto enclave.

Ed allora io resto rintanato ad immaginare

quel che non so e che vorrei amare.

Delicato uccello volo

ad osservare l’uscio di tua porta

e quando sembra ch’io t’ho scorta

e il cielo intorno si fa bello

si mutano gli occhi da falco in pipistrello.

I fiati d’amore.

Sai?

Io vedrò ancora le stelle del nostro cielo.

Perché, è legge, il cosmo rallenta e curva il tempo.

Sai?

Vedrò ancora i notturni tra lucciole lucenti,

perché ogni notte…

mi volto ed ascolto la voce dei venti.

Là, sulle rive di un lago inatteso,

ho capito che lo scorrere non mi ha vilipeso

perché…

i fiati d’amore tra stelle e lucciole lucenti

ogni notte, quando mi volto, li portano i venti.

Nello scrigno segreto.

Bisogna che lo tenga un po’ a bada

questo dolore…

lo espando lo estendo quasi fosse colore,

ma è nero seppia che oscura ogni Sole.

Oh non voglio…

che penetri ombra che adombra…

nella tua cara anima quando…

per un istante minuto è sgombra.

Ingeneroso è lanciare il mio pianto

sperando quasi che ti faccia schianto.

Se d’amore raro voglio essere degno

bisogna ch’io serri il dolore

nello scrigno segreto dove il cuore ha regno.

Inesausta sete.

Raccontare di te lo strenuo pensiero

m’è angolo di gioia, di vita siero.

Ogni istante, ogni istante

bisbiglia tenero

tuo nome il mio labbro amante.

Oh, deliquio dei miei sensi in memoria,

stille d’ambrosia che fan sacra la storia

è quel che canto e racconto

geloso custode di un tempo di gloria.

E’ triste quanto saggio il cammino a ritroso

estende in inatteso spazio il delirio amoroso

danzando tra parole desuete e consuete

non estingue e non sazia,

ma dà da bere alla mia inesausta sete.

Ti lascio un segno.

E di qui, da lontano, ti lascio un segno…

vorrei vedessi i miei occhi sbarrati

tra lo stupore d’amore e la tristezza d’altro regno.

Un regno dei sensi e dei tocchi nell’ombra

quel che il mio sguardo, ora, forte, adombra.

E di qui, da lontano, ti lascio un segno…

ti dico che vorrei d’altra vita disegno

nel miracolo di luce del nostro mare

perché te ed io…

sulla battigia, sappiamo amare.

San Valentino.

Se degli amanti è questo il giorno

chi si è perso potrà giocarsi un ritorno?

Come funziona questa augusta ricorrenza

dentro le maglie di una persistente assenza?

Io lo so.

Sfoglierò con pazienza i petali a ritroso,

uno ad uno, memore del gioco amoroso

e, per ogni petalo, un caro sorriso,

così denso,

da richiamare l’atto d’amore intriso.

E scriverò, lapidario, in mente,

“Grazie, anima mia,

per tutto il tempo che m’hai dato.

Come vedi, quel tempo ancora mi innerva

mi innerva le ossa e la pelle

e, t’assicuro è questo un messaggio

che viaggia lungo, tra la luce delle stelle.