Il respiro della Terra.

Davvero è un mistero questa trasversalità del sentire. Nel rumore della folla s’attutisce e si disperde e ne sorgono solitudini sconnesse. Monadi senza finestre… Eppure una vòlta, celeste cupola, bolla di vita ci accomuna, traspirante aura d’orgasmica compresenza… Biòs, piacere di appartenenza. Ha un che di memoria tribale, come un rituale che sconfigge il male questo sentire comune che di colpo ci assale… ma… ma… ci vuole il carisma escatologico di un povero Cristo perché si apra al mondo il gene egotico e tristo… Fu così nell’oscurità di una croce ingiusta, la pietas salvifica di una morte sacra che svela all’umano il corpo transustanziato di divina scintilla… e basta un uomo, un uomo solo, che sconfini la linea d’ogni norma perché si faccia unisono il respiro della terra…Ecco che si scopre la natura del dolore, sangue fluido, magma linfatico del pianeta, fuoco che scioglie la corteccia di pietra del cuore rappreso. Sulla soglia del vuoto l’inspiegabile vertigine di sensi in moto d’amore sorprende…comunione…comunità, Ecclesia, assemblea… E nella notte, accendiamo luci al cielo, piccoli fuochi che salgono a scaldare ed illuminare, quali piccole e fragili luci di intenso, d’altre sorelle stelle i bagliori di immenso.

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