Facciamo che…

Fresco è il tepore di un marzo che sa d’aprile,

che dici? Giochiamo a rimpiattino nel cortile?

Facciamo che s’era bambini, miei occhi vivi,

nel tempo che

gli sguardi  son d’allegrezza e di tristezza schivi.

Giochiamo al miracolo d’un imprevista simmetria

d’un tempo altro

dove la tua infanzia coincide con la mia.

Facciamo che in pubertà l’ amore ci scotti

e noi stretti stretti

lacrime di densa gioia versiamo a fiotti…

Facciamo che…

Basta chiudere gli occhi 18.

e mentre guardo su verso il Monte Echia…rovine di fondazione, altra memoria mi viene e mi viene carnale…un primo vero bacio…lì, sul monte, di fronte al mare…una deviazione del tempo, una lunga deriva felice…bambino negli occhi e nel cuore…bambino…bambino…

INFANZIE

Piedigrotta! Piedigrotta! Piedigrotta trombe di latta, coppolone selvaggio, scugnizzeria di retaggio. Pepperepepepè… In testa alla banda ondeggio il capo e buffo sbuffo in trombetta…femminucce selvagge mi circondano! “Quanto è bellillo! Quanto è bellillo!” urlano agitando manine furfanti in ogni dove… Qualcuno dice : “Lassatelo stà…lassatelo stà”… ma io non voglio e sto al gioco e le femminucce entrano in banda: saremo ora una ventina in sarbanda. Si fa scuro, è l’ora dei carri…ci arrampichiamo, sfrenati, sul muretto della villa…le femminucce gambe all’aria e noi pisellini fiorenti… un conoscente scatta una foto…nel fermo immagine un eterno moto…occhi neri neri, aria di malizia, nessuna traccia d’ogni futura mestizia…e coriandoli di colore, maschere di meraviglia nella folla che ondeggia in festoso parapiglia…in distanza vedo le figure ridenti di mio padre e di mia madre mentre mi vengono incontro fintamente corrucciate…”Fai lo scugnizzo, stasera…il capobanda…” fa mio padre con un rimprovero che sa d’ali di farfalla…ed io ridendo grido :”Siiiiiii” e do fiato alla trombetta, in un concerto senza fretta…

 

Facciamo che…

Facciamo che io ero bambino

e che giocavo con te a rimpiattino,

facciamo che ti acchiappavo giocondo

e finiva in un rotolante girotondo…

Facciamo…

facciamo che tra gli interstizi del mondo,

oltre le strette stringhe, il tempo va a finimondo

Così daccapo riapriamo la partita

di nuova vita intrecciando le dita.

Facciamo…

che s’arretra sino al Caos primigenio

e ci presentiamo a Kronos, se d’ascolto sta di genio,

“Fa ricominciare tutto il giro” gli chiediamo

perché è bene che lui sappia che noi ci amiamo.