Parte sorella.

Sotto i tetti d’altri mondi

vivono cuori che non conosco.

Oh, vorrei cantarne le gioie e i dolori

e ne cerco nell’etere richiami

perché è come se questo freddo

me ne mandasse sciami…

Ma siamo soli su questa terra

quasi ignoriamo ogni ansia e guerra,

ma oggi il mio petto ansima

le grida cupe del pianeta,

le discrasie e disgrazie causa moneta

e la mia solitudine si veste di lacrime arse

parte sorella di milioni di lacrime sparse.

Fragile carne d’apparenza

Dimmi, arcano desiderio di vita,

qual è la strategia di fuga dal dolore?

Anche la dura roccia è dal tempo ammansita,

aveva acqua e si fa porosa

e su un antico letto di fiume

tra la sabbia del deserto riposa.

E così resiste, esiste…

Perché noi andiamo, corrosi in mutazione,

instabili e mobili, convinti d’altro destino

travolti dal desiderio vano come un bambino?

Avessimo la maestà della roccia

accetteremmo la sfida del tempo

sacri

come le montagne che di natura fanno tempio.

Fragile carne d’apparenza,

fiera e dotata di intelligenza,

esposta all’inganno del dolore

nell’infinitesima frazione di istanti.

Nell’illusione e nella pazienza di vita,

noi tra i tanti,

amiamo disperati prima di sparire affranti.