Luce e penombra.

Nudo scheletro d’albero a te miro

mi disegni l’inquadratura del cielo.

Son tue le linee ritorte in sfida ascendente

io ti guardo…

e le mille e mille energie attraggono la mente.

Dal basso all’alto t’ergi e resisti

e l’anima mia in tensione conquisti.

Dipingerti vorrei con pennelli d’impressione

ma ho solo parole che mi colorano l’azione.

Tu sei luce e penombra nei tuoi anfratti,

linfa antica che il mio sangue richiama

accecando il mio sguardo di celeste

creatura degna del mio sogno agreste.