Il mare oscuro.

Passi e sguardo lungo verso il mare oscuro

fa questo pausa inattesa nel tempo duro.

Una bimba sgambetta figurina di luce

fa gioia di salto allegro sull’antica terrazza

oh, sei tu speranza di questa balorda razza.

Un filo di vento addolcisce l’andare,

dove sei tu, donna, che accarezza il mio amare?

Sei troppo lontana dallo spazio del tocco

ed io ti narro del battito delle emozioni il rintocco.

Scivola come sangue il fluido del mio dire

quel sorriso di bimba vorrei farti sentire,

ma è notte e nel silenzio lo sento svanire.

Acque pure.

Li vedi sciamare i piccoli pesci alla deriva

in gruppi scuri, intensi, quasi a riva,

giocano, forse, tra i tuffi dei bimbi in schiamazzo

fuggi fuggi torna torna, volteggia…

via via la macchia si muove come scheggia.

Infanzie tutte, queste, tra rena e battigia

quasi a baciar la terra, i piccoli pesci,

mentre i bimbi

battezzano del mare l’onda tardiva.

Ad osservare mescolarsi queste anfibie nature

fermi il tempo e arretri in acque pure.