Nel placido sonno.

Vorrei vestire questi ultimi miei canti

con il candore dei gigli, di natura santi.

Disperdere nel Sole d’estate le feroci calure

nella pace d’un Eden di verdi radure.

E smettere così il pianto d’un angusto rimpianto

nel sereno dormire di un eterno imbrunire.

Se a me non è dato la bella stagione rinverdire

mi sia concesso, nel placido sonno, morire, morire.

Un petalo…

Un cuore smarrito balbetta infantile

del sacro furore ha fatto un cortile.

Bene è che lo  confessi:

non sa più mirabilie rinverdire.

Oh si potesse ogni giorno morire,

nuovi al mondo nella gioia del dire

ed è invece un petalo d’unico fiore

che accompagna, cadendo, un appassire.