Epokè di trasparenze(Golfo di Napoli.Tardo mattino)

Terre emerse di mezzo al mare,

nel golfo l’abbraccio del mio stare.

Oh mio caro porto d’accoglienza

trafigge l’occhio la tua luminescenza.

Gradazioni d’iride celeste,

un campo esteso d’anime deste

nel brulichio di vite d’acqua e di case,

sotto il vulcano ca dinto ‘o cielo trase.

Epokè di trasparenze

di tra effluvi di essenze…

Ed io, in tempo sospeso, steso,

intenso e speculare tra le apparenze.

Mondi…

S’io scrivo mondi è perché li vedo.

Oh, perenne luce d’albedo,

trasparenza in diafana esistenza

questo è l’equilibrio instabile

di un viaggio costante

la troppa pressione di un cuore amante.

Io lo so. Fino all’esausto sospiro,

inquieto vagherò,

mentre il loro brulicare ammiro.