Resto in ascolto.

Ed io sono in ascolto…

d’ogni sfumatura

che di te non ho colto…

Sono in ascolto…

di un tuo stupito battito di ciglia

magari alla luce di un riverbero di mare,

perché di te, anche questo so ascoltare.

Sono in ascolto…

di un lieve piega in sorriso sul tuo volto.

E resto in ascolto,

pur da lontano…

d’una carezza lieve della tua mano.

Quell’angelo di silenzio…

Rossa è la rosa che si inchina al Sole,

ma il candore assorbono dense le campanule,

bocche aperte alla rugiada di luce.

Sono questi colori d’orgoglio che la vita ricuce.

Bianco s’apre l’istinto alla purezza

rosso dipinge sul verde la passione

azzurro di volta cupola accoglie.

Oh, misteriosa percezione di pigmenti

subbuglio in miracolo per i dormienti

sinfonia cromatica per le menti.

Ecco la punta d’asprezza dei limoni

ruvidi nel grumo giallo sui balconi.

E sul tappeto verde dell’erba grassa

cade l’occhio languido del bambino

quell’angelo di silenzio che ho qui, vicino.

 

 

Lieve messaggeria.

Oh, materia d’onde gravitazionali,

angeli neuroni nell’etere invio,

un dire espanso senza suono

che paziente attende una corteccia che li prende.

Nel respirare penso e il pensiero raddenso

grumo d’atomi feroce

al tuo mare vertiginosa foce.

Amica cara, non esperimento telepatia,

ma affido all’aria lieve messaggeria,

pregando le nuvole sparse,

di farsi condensa dell’anima mia.

Se mi vedi…

Tutto è buio…

ci vogliono occhi per percepire la luce.

Tutto è silenzio…

occorre l’aria che propaghi l’onda.

Nulla è in sé…

tutto è per noi che siamo…

Allora se mi vedi

potrai avvertire la luce

se mi ascolti

ho emesso un suono che l’aria inonda.

Miracolo è l’abitare

dono dei sensi il percepire.

Oh mi sgomenta e mi travolge di bellezza

questo nostro essere ricettori del cosmo,

attrattori, a volte indegni,

di suoni luci e colori di infiniti regni.

Vorrei cantare l’allegria.

Lungo i muri e nei viali

si consuma il delitto dell’assenza.

Una lucertola

si crogiola al sole e se ne frega.

Tu dici che

l’aria a questo mondo mi lega.

Ma l’aria è calma apparente,

persistenza di lieve vento

che si fa di vita memento.

Ma come la lucertola

quest’aria se ne frega

di quel dolore che dalla vita mi slega.

Oh vorrei si cantare l’allegria,

levitare nell’azzurro oggi intenso,

dire che è segno di un abitare immenso,

ma l’accumulo di percezione di bellezza

m’è veleno di dannazione e di tristezza.

Golfo di luce…e ancora…e ancora.

Tersa è l’anima in immersione luminosa

vola per mare, vela giocosa.

Senti, lungo d’alberi il viale, ti parlo di luce

E tu…

Tu rifrangi in occhi salmastri

le mie parole di mare che sanno d’azzurro.

E al vento corri, nel respiro di luce del golfo,

Bolla anfora di bellezza

che, per un attimo, ci regala filo d’ebrezza.

Golfo di luce…ancora…

Esplode, esplode di luce esplode

il golfo ha tremori di deliquio

e oscilla…

Hai mai visto la luce danzare?

Specchio/palco d’azzurro è il mare.

Vele e gabbiani si piegano al vento.

Sanno d’apparenze, materiche trasparenze.

Dinamiche dipinture, macchie bianche.

Oh tu che leggi

fatti lacrima d’emozione tra le mie pupille stanche.