Monologo (Encore Pierrot)

Lo sento che mi guardi…eppur non ti vedo…sento addosso il fruscio del tuo sguardo, da un balcone di luna o da un riflettore di fortuna…oh, così mi metti addosso una sottile voglia d’amore…mi fingo, in questa solitudine, una notte e uno sguardo…uno sguardo che m’accarezza gentile, un soffio di vento che profuma d’aprile. Ne ridi giocosa lo sento, folletto o ninfa di fuoco e d’argento…sai cosa faccio? Ora mi stendo e guardo il cielo…su su …su magari ti scorgo tra le stelle… li su tra le luccicanti fiammelle…vediamo… sarai la decima da sinistra…le conto …e una e due…e tre… no così ti perdo…meglio chiudere gli occhi e vederti…così sarai una non mille…oh, saprei riconoscerti ora…vestita di bianco pronta al mutare di una rifrazione in colore…sai questa che ti recito, cara è una scena d’amore. Quando ti avverto il mio pallore si innerva di uno strano bagliore….Ci sei? Ma si! ma si! Ci sei! Alzo le braccia e danzo in vortice felice…Musica! Musica! S’infinga il trucco di magica bellezza…nessuno chiuda il sipario che non mi si uccida questa ebrezza!